“Ragni” sulla superficie di Marte, scienziati scoprono come si formano

Le caratteristiche informazioni sulla superficie di Marte che gli scienziati hanno denominato "ragni di Marte" (credito: Mars Reconnaissance Orbiter, NASA)

Un team di ricercatori crede di aver chiarito l’enigma dei cosiddetti “ragni di Marte”, caratteristiche uniche della stessa superficie del pianeta rosso mai spiegate veramente. Questi “ragni”, sono sistemi radiali topografici araneiformi delle depressioni dendritiche marziane. Queste formazioni sono simili a quelle dei rami di un albero o alle diramazioni di un fulmine.

I ricercatori hanno confermato, tramite uno studio apparso su Scientific Reports,[2] che queste speciali caratteristiche geologiche sono state letteralmente “scolpite” sulla superficie di Marte dal ghiaccio secco. Quest’ultimo, infatti, può cambiare il proprio stato da solido gassoso (un fenomeno denominato sublimazione) nel corso della primavera marziana. Dato però che su Marte l’atmosfera è composta perlopiù da anidride carbonica si verifica un fenomeno diverso rispetto alla Terra, un fenomeno che, fino a questo studio, era solo un’ipotesi che era stata denominata “ipotesi di Kieffer”.

Quando le temperature, durante l’inverno, diminuiscono, si forma un deposito sulla superficie del pianeta fatto di marina e ghiaccio di CO₂. Quando arriva la primavera, la luce solare penetra di più, il terreno sottostante il ghiaccio comincia a scaldarsi e il ghiaccio stesso comincia a sublimare. La rottura del ghiaccio causa la fuoriuscita del gas pressurizzato attraverso le fessure.
I percorsi del gas in uscita lasciano quindi dietro di loro con modelli dendritici che oggi osserviamo e che sono stati denominati “ragni di Marte”.

Secondo Lauren McKeown, la ricercatrice che ha guidato il team di studio fatto da ricercatori del Trinity College di Dublino, della Durham University e della Open University, si tratta della prima prova di un processo che modifica il paesaggio polare superficiale di Marte: “L’ipotesi di Kieffer è stata ben accettata per oltre un decennio, ma fino ad ora è stata inquadrata in un contesto puramente teorico”.[1]

Note e approfondimenti

  1. Trinity researchers tackle the spiders from Mars – Trinity News and Events (IA)
  2. Flow-sensory contact electrification of graphene | Nature Communications (IA) (DOI: 10.1038/s41598-021-82763-7)

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo


Data articolo