Ragno si catapulta su preda con accelerazione di 772,85 metri al secondo

Hyptiotes cavatus, il ragno che si catapulta

Si tratta di una delle pochissime specie animali che riesce ad aumentare tramite l’ausilio di strumenti esterni la propria energia per effettuare un salto maggiore.
Parliamo dell’Hyptiotes cavatus, un ragno tessitore che è stato oggetto di ricerca da parte di Sarah Han, studentessa dell’Università di Akron, Stati Uniti.

Dopo essere rimasta incuriosita dagli atteggiamenti di questo ragno durante le sue passeggiate nei boschi, la ricercatrice si è ripromessa di eseguire degli studi per capire come questi ragni riuscissero a cacciare le mosche con mosse fulminee.
A tal proposito, insieme ad un gruppo di colleghi, ha studiato questi ragni in laboratorio proprio mentre cacciavano le mosche e si è accorta che utilizzano i propri muscoli per avvolgere la ragnatela.

Quest’ultima viene tenuta tesa in posizione fino a quando la preda entra in contatto con la ragnatela stessa. In questa fase il ragno è capace di mantenere la tensione anche per ore e ore. Tuttavia quando la rilascia, sia il ragno che la tela stessa cominciano ad accelerare rapidamente proiettandosi, proprio come una catapulta, in direzione della preda che viene avvolta.

Si tratta di un’accelerazione considerevole dato che è stata misurata dagli stessi ricercatori in 772,85 metri al secondo quadrato, ossia un’accelerazione di 400 lunghezze corporee del ragno stesso in un secondo.
Tutto questo grazie all’energia immagazzinata nella seta lasciata poi tutto ad un tratto dal ragno stesso.

Si tratta di un sistema che supera di fatto lo stesso processo evoluzionistico dato che questa specie di ragno non ha dovuto aspettare migliaia di anni per eventualmente sviluppare qualche struttura anatomica grazie alla quale avrebbe potuto effettuare un balzo simile.
Lo studio è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Video

Nel video qui sotto, pubblicato su YouTube, si può notare il balzo fulmineo al rallentatore.

Fonti e approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Rimani in contatto

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”

Commenta per primo

Rispondi