Rame come antibiotico per combattere batteri patogeni, ricerca valuta possibilità

Alcuni scienziati dell’Università dell’Arizona stanno tentando di comprendere se è possibile utilizzare il rame come potenziale antibiotico per il corpo umano, in particolare per casi infettivi come la polmonite. Quest’ultima comincia quando i batteri Streptococcus pneumoniae vengono inalati attraverso il naso fino ad entrare nei polmoni. Qui vengono attaccati dai macrofagi che per combatterli efficientemente li “bombardano” proprio con il rame. I batteri patogeni sono molto golosi di metalli come ferro, calcio manganese ma il rame per loro risulta mortale.

Per Michael Johnson, immunobiologo dell’unicità dell’Arizona, si tratta di qualcosa che si può sfruttare per creare antibiotici onde trattare proprio infezioni causate dal patogeno Streptococcus pneumoniae che uccide 1, 5 milioni di persone all’anno, molto spesso bambini, nonostante l’esistenza di vaccini.
Non si tratta di una novità in assoluto: il rame è un materiale usato come antibatterico già da molto tempo; ad esempio negli ospedali le maniglie delle porte ed altri oggetti che spesso vengono toccati da più persone sono fatti in rame per ridurre il rischio di infezioni.

Attualmente c’è però da comprendere ancora come si si svolge la “guerra” tra i batteri e lo stesso rame prima di creare degli antibiotici o qualsiasi altra sostanza che possa essere tranquillamente inserita nel corpo di un essere umano.
A tal proposito Johnson sta studiando la proteina CopY, una proteina che controlla il sistema che, nell’interno della stessa cellula batterica, controlla l’espulsione del rame, l’unico modo con cui batteri riescono a proteggersi da questo metallo. Una volta compreso il funzionamento della proteina CopY, secondo Johnson, si può pensare di ideare un processo per fermarla.

Fonti e approfondimenti

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