Rari superbrillamenti solari potrebbero sconvolgere il mondo secondo studio

Rappresentazione artistica di superflare in una stella (credito: NASA, ESA and D. Player)

Un gruppo di ricerca dell’Università del Colorado Boulder ha preso in considerazione, in un nuovo studio presentato al 234º meeting della American Astronomical Society, i cosiddetti “superflare”, ossia brillamenti stellari particolarmente grandi e violenti che possono rivelarsi un problema per eventuali pianeti vicini.
Fortunatamente il Sole, sotto questo profilo, si rivela abbastanza stabile ed il problema relativo ai superbrillamenti solari non è stato mai preso realmente in considerazione dagli esperti in relazione ad una eventuale “fine del mondo”.

Almeno fino ad ora. Il nuovo studio si concentra proprio su questa possibilità: queste enormi raffiche di energia, così potenti che possono essere viste (per quanto riguarda le altre stelle) anche da centinaia di anni luce di distanza, possono in effetti verificarsi anche in stelle più vecchie e più “silenziose” come il nostro sole.
Benché tali eventi possano verificarsi su questo tipo di stelle più raramente, gli esperti dichiarano che il pericolo è reale e molto più concreto di quanto si pensi. I risultati di questa ricerca dovrebbero essere un campanello d’allarme per la vita sul nostro pianeta, come riferisce Yuta Notsu, l’autore principale dello studio.

Se la Terra dovesse infatti trovarsi sulla traiettoria di un’onda di radiazione di un superflare solare, potrebbero accadere fatti molto gravi: a seconda dell’intensità del brillamento e della posizione della Terra in quel momento, si va dallo sconvolgimento dell’elettronica in tutto il mondo, situazione che già da sola potrebbe portarci ad una crisi mondiale unica, fino ad eventi molto più gravi, probabilmente neanche immaginabili.

Notsu e il suo team hanno utilizzato i dati della sonda spaziale Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea e quelli dell’osservatorio Apache Point nel New Mexico. I dati riguardavano superflare provenienti da 43 stelle abbastanza simili al nostro sole.
Sottoponendo questi dati ad una rigorosa analisi statistica i ricercatori si sono resi conto che “l’età conta”: le stelle più giovani tendono a produrre un numero maggiore di superflare ma le stelle più vecchie, come il nostro sole, non sono esenti del tutto da questo comportamento.

Se per le giovani stelle si parla di superflare una volta a settimana in media, per le stelle come il Sole si parla di un superflare ogni migliaia di anni. Ciò significa che molto probabilmente in un prossimo futuro un superbrillamento potrebbe colpire la Terra.
Un classico superflare di potenza media verificatosi 1000 anni fa non sarebbe stato un problema poi tanto grande ma dato che l’odierna civiltà si basa sull’elettronica e sull’elettricità anche solo per sopravvivere, un superflare odierno o futuro risulterebbe un bel problema.
Si tratta, in ogni caso, secondo i risultati di questo studio, della classica situazione in cui non è una questione di se, ma di quando.

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