Rarissimo caso di cannibalismo infantile tra scimmie del Costarica descritto in uno studio

Cebus imitator (credito: David M. Jensen, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

È un rarissimo caso di cannibalismo registrato tra scimmie quello descritto in uno studio apparso su Ecology and Evolution e ripreso da Live Science. I ricercatori hanno osservato una popolazione di scimmie cappuccine dalla faccia bianca (Cebus imitator) che vivono nel Parco Nazionale di Santa Rosa, Costarica. Si tratta di una popolazione di scimmie che vari team di studiosi stanno osservando e monitorando oramai da 37 anni. Durante tutti questi anni non si era mai verificato un caso di cannibalismo come quello registrato il 9 aprile del 2019.

A seguito di un incidente che ha visto una scimmia neonata, dell’età di circa una decina di giorni, cadere a terra da un albero e non riprendere più i sensi, i ricercatori hanno notato che presto diverse scimmie si sono radunate intorno alla carcassa.
Ad un certo punto un maschio, dell’età di circa due anni, si è avvicinato e ha iniziato a mordere uno dei piedi della scimmia neonata arrivando a masticarne le dita mentre la madre del piccolo restava vicina e vigile, come descrivono gli stessi autori.

È arrivata poi una femmina alfa, dell’età di circa 23 anni, che ha preso la carcassa, allontanandola dagli altri, e ha cominciato a mangiarne sul serio le membra iniziando dal piede sinistro. Dopo circa una mezz’oretta, la femmina alfa aveva mangiato già metà del corpo di bambino lasciando in pratica solo le braccia, il petto e la testa.
Gli stessi ricercatori rivelano che la femmina alfa era la prozia del neonato. Prima di questo caso la letteratura scientifica aveva descritto solo otto casi di cannibalismo osservati nei primati centro- sudamericani.

I casi di cannibalismo tra scimmie sono molto rari e di solito avvengono quando avviene un infanticidio commesso da adulti non imparentati. In alcuni casi, secondo i ricercatori, individui imparentati strettamente con la vittima possono consumarne le membra dopo una morte avvenuta per ragioni naturali.
In questo caso, secondo quanto descrivono i ricercatori, dovrebbe essersi trattato di un infanticidio in quanto subito dopo la caduta a terra del neonato un maschio adulto è stato cacciato dall’area da un’altra femmina adulta.

Si tratta di un evento, a cui i ricercatori non hanno assistito direttamente, che deve aver visto il maschio adulto spingere il neonato o comunque attaccarlo per farlo cadere dall’albero.
Infine i ricercatori hanno notato che un paio di settimane dopo il suo “spuntino” a base di neonato, la femmina alfa ha poi dato alla luce alcuni piccoli. Secondo i ricercatori questo può significare che la femmina aveva in quel momento un bisogno disperato di buoni nutrienti anche se studi più approfonditi dovrebbero essere eseguiti per capire in con più sicurezza i motivi di questo comportamento strano.

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