Nuovo record di ingrandimento per telescopio Hubble con lente gravitazionale

La galassia eMACSJ1341-QG-1 vista dal telescopio spaziale Hubble. La linea tratteggiata sta ad indicare la zona ingrandita da un ammasso di galassie posto davanti alla galassia. In altro a sinistra, la stessa galassia vista senza l'ingrandimento gravitazionale (credito immagine: Harald Ebeling, UH IfA)

Un nuovo record per quanto riguarda l’ingrandimento di oggetti astronomici tramite il fenomeno naturale della lente gravitazionale è stato raggiunto dal telescopio spaziale Hubble. Esaminando varie enormi ammassi di galassie, una squadra di astronomi è riuscito a rilevare una lontanissima galassia, denominata eMACSJ1341-QG-1, grazie all’effetto della lente gravitazionale provocato da un altro massiccio ammasso di galassie (quest’ultimo denominato eMACSJ1341.9-2441).

Il fenomeno della lente gravitazionale è stato descritto per la prima volta da Alberta Einstein e viene sempre più utilizzato nell’astronomia moderna per ingrandire quegli oggetti astronomici che altrimenti risulterebbero invisibili con i normali strumenti ottici, anche quelli più potenti che operano nello spazio, come il telescopio Hubble.
In questo caso l’ingrandimento ottenuto grazie alla distorsione spazio-temporale della luce proveniente da questa lontanissima galassia è stato di ben 30 volte.

Si tratta di un metodo intelligente per ingrandire galassie che risulterebbero altrimenti invisibili e che, per fortuna o per puro caso, si trovano dietro ad altri enormi ammassi di galassie che vanno a distorcere, ingrandendola, la luce proveniente dalla galassia.
Secondo Johan Richard dell’Università di Lione, che ha eseguito la ricerca, questo ingrandimento molto elevato consente di ricostruire la forma della galassia stessa e altri dettagli.

Gli stessi astronomi si sono inoltre accorti che questa galassia, benché la sua luce sia stata proiettata miliardi di anni fa, sembra già aver terminato il processo di formazione. Queste informazioni potrebbero risultare molto utili per comprendere quei processi che coinvolgono la formazione delle galassie, soprattutto quelle primordiali.
Un altro ricercatore impegnato nel progetto afferma che il suo team va alla ricerca di questi enormi cluster di galassie affinché fungano da lenti gravitazionali onde ingrandire altre galassie presenti dietro di essi.

Fonti e approfondimenti

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