Resistenza dei batteri agli antibiotici in Svezia, scienziati usano un metodo particolare per analizzarla

Uno dei crani di orso bruno analizzati dai ricercatori (credito: Katerina Guschanski)

Per capire gli effetti degli antibiotici da quando sono stati inventati, un team di ricercatori ha usato un metodo particolare. I ricercatori hanno analizzato alcune collezioni ossee presenti in musei storici per capire in particolare l’utilizzo degli antibiotici nella medicina e nell’agricoltura dagli anni 1950 agli anni 1990. I ricercatori sono giunti alla conclusione che gli antibiotici hanno portato certamente ad un aumento della resistenza da parte dei batteri degli orsi bruni svedesi selvatici.

Inoltre i ricercatori hanno notato un certo livello di diminuzione per quanto riguarda la resistenza dei batteri agli antibiotici dopo l’attuazione di specifiche politiche nazionali per il controllo dell’utilizzo degli stessi antibiotici, cosa che dimostra che queste stesse politiche in effetti funzionano. Lo studio è stato pubblicato su Current Biology.

L’oggetto dello studio è, naturalmente, la resistenza agli antibiotici da parte dei batteri, uno dei mali principali del nostro tempo secondo molti scienziati, tanto che si parla di “superbatteri”. In questo caso i ricercatori hanno voluto però capire gli effetti della resistenza agli antibiotici sugli animali selvatici, animali che comunque possono trasmettere gli stessi batteri resistenti poi all’uomo. Tra i campioni museali usati dai ricercatori ci sono anche calchi dentali degli orsi bruni svedesi, alcuni dei quali vecchi di 180 anni.

Jaelle Brealey, una delle ricercatrici impegnati nello studio, spiega che lei e i suoi colleghi hanno cercato di individuare i geni batterici che fornivano la resistenza agli antibiotici. Determinando i livelli di abbondanza nel corso del tempo di questi batteri si può dunque scoprire l’uso umano degli antibiotici in Svezia. Gli antibiotici in questa regione sono aumentati nel corso del XX secolo per poi diminuire nel corso degli ultimi 20 anni. I ricercatori hanno anche scoperto un livello di diversità maggiore dei geni di resistenza degli antibiotici nel corso degli ultimi anni del recente passato, cosa da spiegare con gli antibiotici sempre più diversi utilizzati dall’uomo.

Note e approfondimenti

  1. The oral microbiota of wild bears in Sweden reflects the history of antibiotic use by humans: Current Biology (IA) (DOI: 10.1016/j.cub.2021.08.010)

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