Resti di antico ammasso stellare globulare distrutto da via Lattea scoperti da astronomi

Rappresentazione artistica del Phoenix Stream. I ricercatori hanno analizzato soprattutto le stelle giganti rosse per capire la composizione chimica di quel che resta dell'ammasso globulare (credito: James Josephides, Swinburne Astronomy Productions, carnegiescience.edu)

I resti di un antico ammasso stellare di tipo globulare lacerato dalla forza di gravità della via Lattea, processo iniziato 2 miliardi di anni fa, è stato individuato da un team di ricercatori capitanato da Ting Li e Alexander Ji del Carnegie Institution for Science.
Lo studio, pubblicato su Nature, si rivelerà molto utile per capire come si formano questi spettacolari raggruppamenti di stelle.

Gli ammassi (o cluster) stellari globulari sono definibili come “piccole galassie all’interno delle galassie”. Sono sfere composte da moltissime stelle, a volte anche più di 1 milione, che si raggruppano tra loro a causa della loro stessa gravità.
Nella via Lattea ne sono stati individuati più di 150 e diversi di loro vanno a formare una sorta di alone che avvolge l’intera galassia.

I ricercatori hanno individuato un flusso di stelle nell’emisfero australe, nella costellazione della fenice. Questo flusso, denominato dai ricercatori Phoenix Stream, rappresenta in realtà i resti globulare di stelle che è rimasto “lacerato” a causa della forza di gravità della via Lattea che ha, nel corso del tempo, “rubato” le stelle all’ammasso formando il flusso che vediamo oggi.

Analizzando la composizione chimica delle stelle di questo flusso e misurando l’abbondanza degli elementi più pesanti, i ricercatori sono giunti alla conclusione che più generazioni di stelle hanno “seminato” il materiale che forma il flusso.

“Siamo rimasti davvero sorpresi di scoprire che il Phoenix Stream è nettamente diverso da tutti gli altri ammassi globulari della Via Lattea”, spiega Zhen Wan dell’Università di Sydney, l’autore principale dello studio. “Anche se il cluster è stato distrutto miliardi di anni fa, possiamo ancora dire che si è formato nell’universo primordiale”.
Secondo i ricercatori, il Phoenix Stream è “l’ultimo del suo genere”, ossia quel che rimane di una popolazione di ammassi globulari stellari nati in una fase primordiale, un ambiente cosmico molto diverso da quello che vediamo oggi, come spiega Ting Li.
Alcuni di questi antichi ammassi globulari, lacerati e distrutti gravitazionalmente dalla via Lattea, possono sopravvivere come deboli flussi i quali possono poi essere scoperti prima che si dissolvino.

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