Resti di “gigante” berbero dell’XI secolo vissuto in Spagna forniscono interessanti informazioni

Cronologia che mostra la presenza delle tracce genetiche del "gigante" nella documentazione archeologica del Nord Africa e dell'Iberia nel tempo (credito: DOI: 10.1038/s41598-021-95996-3 | Scientific Reports)

Dopo aver analizzato il DNA di un individuo vissuto durante il medioevo in Spagna, nel corso della dominazione islamica, un team di ricercatori ha scoperto diverse cose interessanti che hanno collegato anche alla situazione politica dell’aria di quel periodo.
I resti scheletrici erano stati scoperti in una necropoli dell’XI secolo nei pressi di Segorbe, vicino a Valencia. L’individuo era infatti già noto agli archeologi ed era stato denominato il “Gigante di Segorbe”, per la sua altezza inusuale.

Discendenze africane

Le analisi hanno confermato che il soggetto in questione aveva discendenze africane, cosa per nulla improbabile dato che in quel periodo diverse zone della Spagna erano assoggettate a popolazioni dell’Africa nordoccidentale, come arabi e berberi, già a partire dall’VIII secolo.
La ricercatrice Marina Silva, coadiuvata dal collega Gonzalo Oteo-Garcia, hanno raccolto nuove informazioni di livello genetico.

Lignaggi genetici nordafricani su tutte due le linee di discendenza

I ricercatori hanno scoperto che il soggetto possedeva lignaggi genetici nordafricani su tutte due le linee di discendenza (cromosoma Y e il DNA mitocondriale). Si tratta dell’individuo più antico tra quelli scoperti tramite le analisi dei resti ad avere questo modello di discendenza.
Tuttavia i ricercatori hanno scoperto anche qualcosa di più complesso. Tra le linee di discendenza maschili e femminili i ricercatori scoprivano che gli antenati del “gigante” erano spagnoli locali.

Era cresciuto in Spagna

Eseguendo poi analisi degli isotopi stabili, i ricercatori scoprivano che era cresciuto in Spagna. In sostanza i discendenti berberi del soggetto appartenevano a generazioni precedenti. Ciò significa, a sua volta, che questo soggetto di discendenza nordafricana faceva realtà parte di una comunità stabile già ben impiantata in Spagna, una comunità che comunque aveva mescolato i propri geni con soggetti locali, probabilmente dopo varie ondate migratorie dal Nordafrica.

Geneticamente molto diverso dagli attuali abitanti della zona di Valencia

Secondo Martin Richards, ricercatore dell’Università di Huddersfield, spiega che il soggetto in questione è geneticamente molto diverso dagli attuali abitanti della zona di Valencia i quali posseggono quasi nulla del patrimonio genetico berbero. Ciò può essere spiegato con il fatto che, poco dopo il periodo in cui era vissuto il “gigante”, la situazione politica cambiò rapidamente in Spagna con la riconquista cristiana, come spiega Oteo-Garcia: “Il decreto di espulsione dei Moriscos dalla regione di Valencia, cioè i musulmani che era già stato convertito con la forza al cristianesimo, è stato seguito dal reinsediamento di persone provenienti da più nord, che avevano poche origini nordafricane, trasformando così la variazione genetica nella regione”.

Note e approfondimenti

  1. Biomolecular insights into North African-related ancestry, mobility and diet in eleventh-century Al-Andalus | Scientific Reports (IA) (DOI: 10.1038/s41598-021-95996-3)

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