Resti di nuovo pesce polmonato vissuto più di 360 milioni di anni fa trovati in Sudafrica

Rappresentazione artistica dell'Isityumzi mlomomde (credito: Maggie Newman)

I resti di un antico pesce polmonato, mai classificato in precedenza e vissuto tra 372 e 359 milioni di anni fa, sono stati trovati nei pressi del capo occidentale del Sudafrica.
La scoperta, che potrà essere utile per capire meglio l’evoluzione dei pesci di questa epoca, è relativa ad un pesce che è stato denominato Isityumzi mlomomde. È la seconda scoperta di fossili relativi ad un pesce polmonato ritrovato in Africa dopo una prima avvenuta in Marocco.

La scoperta, effettuata nel sito della Famennian Witpoort Formation, è stata fatta dalla ricercatrice della Flinders University Alice Clement. Secondo la ricercatrice di tratta di una scoperta significativa innanzitutto perché si tratta dell’unico pesce polmonato risalente al tardo devoniano e appartenente al Gondwana occidentale, un antico continente che esisteva quando il Sudamerica dell’Africa erano ancora un tutt’uno.

Parliamo di un periodo risalente a più di 360 milioni di anni fa durante il quale lo stesso Sudafrica era praticamente nei pressi del polo sud.
È inoltre una scoperta importante, come spiega la ricercatrice, in quanto conferma che le specie viventi di questo sito vivevano in un ecosistema florido e in una regione non proprio fredda come ci si aspetterebbe da una regione polare.

Dal primo periodo del devoniano, oltre 410 milioni di anni fa, cominciarono ad evolversi più di 100 specie di pesci polmonati (sottoclasse dei dipnoi). Più di 25 di essi provenivano dal continente della Gondwana mentre gli altri vivevano in acque più temperate e tropicali in aree che oggi appartengono alla Cina e al Marocco emisfero settentrionale.

Una delle particolarità principale di questo tipo di pesce sta nel fatto che è più legato all’uomo che a un pesce rosso, come spiega la stessa Clement. Questo perché i pesci polmonati sono uno gruppo di pesci a livello evoluzionistico più vicino ai tetrapodi, e quindi tutti i vertebrati terrestri tra cui anfibi, rettili gli stessi mammiferi, che agli altri pesci.
Lo studio del ritrovamento è stato pubblicato sul Journal of Life and Environmental Sciences.

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