Resti più antichi di riso coltivato in Asia centrale analizzati da ricercatori

I ricercatori hanno trovato nel sito di Khalchayan resti di riso e di altre colture come orzo, sorgo, Galium aparine e Alhagi sparsifolia (credito: Science China Press)

Il riso è considerato uno degli alimenti più importanti del mondo e dunque studiarne l’origine, la diffusione e l’evoluzione risulta importante. Un team di ricerca dell’Istituto di paleontologia e paleoantropologia dei vertebrati, Accademia delle scienze cinese (IVPP, CAS), insieme a ricercatori di provenienti da altri istituti internazionali, ha pubblicato un nuovo studio su Science China Earth Science basato sul ritrovamento di resti di riso carbonizzato nel sito di Kalchayan, Uzbekistan.

Attraverso metodi di archeobotanica, i ricercatori sono giunti alla conclusione che il riso veniva coltivato localmente già nel periodo dell’impero Kushan (30-375 d.C.).
I resti di riso carbonizzato sono di riso japonica e sono simili aquelli trovati in altre aree della Cina e dell’India e che risalgono allo stesso periodo.

Questo suggerisce che il riso in Asia centrale è stato diffuso dall’Asia meridionale. L’espansione dell’impero Kushan seguita dai disordini politici e dalla frammentazione sociale contribuì poi alla dispersione dei raccolti in tutta l’Asia interna.
Si tratta dei primi resti di riso ben conservati trovati in Asia centrale e uno dei pochi esempi di riso coltivato in questo periodo al di fuori dell’Asia orientale, di quella meridionale e del sud-est asiatico.

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