Resveratrolo sembra contrastare replicazione del nuovo coronavirus

Credito: Julian Beesche-Hansen, Pexels, 5393898

Secondo quanto descritto in uno studio pubblicato su Phytotherapy Research il resveratrolo, una sostanza fenolica prodotta dalle piante spermatofite, sembra inibire la replicazione del virus SARS-CoV-2, il virus che ha scatenato la pandemia di COVID-19, almeno per quanto riguarda esperimenti condotti in vitro.
Attualmente non esistono ancora trattamenti “ufficiali” per la COVID-19 e quei pochi trattamenti basati su farmaci riguardano farmaci, antivirali e non, già proposti in passato, tra cui remdesivir, ribavirina, penciclovir, lopinavir e idrossiclorochina.

I ricercatori dell’Ospedale del Terzo Popolo di Shenzhen hanno voluto concentrarsi sul resveratrolo, un composto vegetale di natura fenolica, per capire se poteva inibire la replicazione del virus. Hanno scelto proprio questo composto perché già in passato ha dimostrato di poter inibire la replicazione di diversi altri virus tra cui quello della febbre dengue, il virus dell’influenza, il virus Zika e soprattutto il virus MERS-CoV, quello della sindrome respiratoria del Medio Oriente. Quest’ultimo è un virus che fa parte della stessa famiglia delle SARS-CoV-2.

Nel corso di esperimenti i ricercatori scoprivano innanzitutto che il resveratrolo non è dannoso per le cellule perché non ne influenzava la vitalità.
Per verificare l’effetto sul nuovo coronavirus, i ricercatori hanno usato la reazione a catena quantitativa della trascrittasi inversa-polimerasi (qRT-PCR) e il test di immunofluorescenza. Notavano, in effetti, un effetto contrastante la replicazione.

Inoltre notavano che lo stesso resveratrolo, quando applicato prima che avveniva l’infezione, inibiva la replicazione del virus solo del 20%. Quando applicato dopo l’inizio dell’infezione, riusciva ad inibire la replicazione del 98%. Sono risultati che indicano che è efficace soprattutto quando il virus è già ormai presente nel corpo e che quindi eventuali assunzioni di natura “preventiva” potrebbero non risultare molto efficaci.

Il resveratrolo sembra attivare la segnalazione SIRT1 per limitare la replicazione del virus ma altri studi saranno necessari per capire le modalità con le quali questa sostanza limita la replicazione e l’ingresso del virus nelle cellule.
Un vantaggio del resveratrolo è, in ogni caso, che non causa gravi effetti collaterali anche a concentrazioni molto elevate.

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