Rete cosmica di gas che collega galassie esiste, individuata una a 12 miliardi di anni luce

Ricostruzione dell'ammasso di galassie con i filamenti di idrogeno che fanno da "ponte" (credito: Joshua Borrow)

In uno studio pubblicato su Science, un gruppo di ricercatori ha realizzato la prima immagine in assoluto dei filamenti cosmici gassosi che uniscono le galassie in un lontano ammasso utilizzando il particolare strumento di cui è dotato un telescopio terrestre.

Questa rete gassosa intergalattica era stata già teorizzata in precedenza in vari modelli cosmologici ed è costituita, secondo gli astronomi, dai filamenti di idrogeno formatisi dopo il big bang.
Questa rete cosmica dovrebbe contenere la maggior parte del gas contenuto in tutto l’universo, oltre il 60%, ed è alla base di quelle regioni che producono stelle.

Secondo la teoria, quando questi filamenti gassosi si sovrappongono, iniziano a formarsi le galassie.
L’immagine mostra vari filamenti di idrogeno (quelli di colore blu) che uniscono varie galassie lontane circa 12 miliardi di anni luce.
Quello che vediamo nell’immagine è quello che una volta esisteva nel cosiddetto “universo primordiale”.

Queste reti cosmiche non sono mai state individuate in maniera diretta in precedenza perché sono strutture deboli anche se molto importanti, come riferisce Erika Hamden, astronoma dell’Università dell’Arizona e una delle autrici dello studio, perché “sono la chiave per capire come il nostro universo si è evoluto nel tempo”.

I ricercatori sono riusciti ad individuare questa rete utilizzando un particolare strumento, denominato Multi Unit Spectroscopic Explorer, che si trova sul Very Large Telescope dell’Osservatorio Europeo Meridionale.

Le osservazioni hanno permesso la ricostruzione di un’immagine che mostra filamenti di idrogeno lunghi milioni di anni luce che collegano le varie galassie come rampe cosmiche di un’autostrada, proprio come descriveva il modello teorico.

Il limite di osservazioni del genere sta nel fatto che telescopi terrestri possono rilevare questi filamenti solo negli ammassi galattici più distanti, e dunque quelli più antichi, ossia quelli che emettono una quantità maggiore di luce affinché possa essere individuata la rete cosmica di base.

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