Retinopatia diabetica, topi trattati con analogo di vitamina A vedono netto miglioramento

Credito: Lars_Nissen, Pixabay, 4911866

I topi diabetici trattati con una sostanza analoga della vitamina A per gli esseri umani vedevano un miglioramento della funzione visiva secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Pathology. Si tratta di risultati importanti soprattutto nel contesto della retinopatia diabetica, una delle complicanze più comuni di lo stesso diabete negli esseri umani.

I ricercatori dell’Health Sciences Center dell’Università dell’Oklahoma hanno infatti effettuato esperimenti sui topi diabetici trattandoli con singole dosi di cromoforo visivo 9-cis, una sostanza che può essere considerata come un analogo della vitamina A per gli esseri umani. Questa sostanza aiutava nella formazione di pigmenti visivi nelle cellule della retina producendo di fatto un aumento della sensibilità della stessa.

Questo studio va in parallelo con un altro precedente in cui era stato scoperto che il diabete è alla base di una certa carenza di vitamina A nella retina negli esseri umani, cosa che porta poi ad un deterioramento della vista ancor prima di eventuali cambiamenti vascolari, come spiega Gennadiy Moiseyev, ricercatore del Dipartimento di Fisiologia e autore principale dello studio: “Tale constatazione ha portato al presupposto che i primi cambiamenti nella vista nel diabete sono probabilmente causati da carenza di vitamina A nella retina”.

E sembra aver avuto ragione visto che i topi diabetici trattati con 11-cis-retina vedevano netti miglioramenti e per alcuni di essi era stato possibile anche salvare la vista. Inoltre questo trattamento sembrava ridurre lo stress ossidativo nella retina riducendone la morte cellulare e la degenerazione.

“Questo lavoro supporta la nostra nuova ipotesi che il disturbo indotto dal diabete del metabolismo della vitamina A negli occhi sia responsabile della ridotta funzione visiva nelle prime fasi della retinopatia diabetica”, spiega ancora Moiseyev il quale aggiunge che, in un contesto odierno in cui non esiste sostanzialmente una vera terapia per prevenire lo sviluppo delle più complicate malattie retiniche nei pazienti umani affetti da diabete, il rilascio di cromoforo visivo nell’occhio potrebbe essere considerato come una strategia potenziale, almeno per le prime fasi, nella retinopatia diabetica.

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