Rettili australiani contaminati da veleno per topi in maniera “allarmante”

Tiliqua rugosa (credito: Calistemon, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)

I rettili dell’area di Perth, Australia, starebbero accumulando dei livelli tossici, all’interno del proprio corpo, di veleno per topi secondo uno studio apparso su Science of the Total Environment.
Il ritmo risulterebbe “allarmante” secondo il comunicato stampa rilasciato sul sito della Curtin University da cui provengono gli autori dello studio.

Questi ultimi si sono concentrati su tre specie di rettili, il dugite, il serpente tigre e la lucertola bobtail. Hanno in particolare analizzato il loro fegato e si sono accorti che nell’organo erano presenti livelli relativamente alti di sostanze contenute nei comuni veleni per i topi domestici.
Ad essere maggiormente presenti erano i rodenticidi anticoagulanti, veleni usati abbastanza comunemente anche perché dovrebbero ridurre l’impatto che questo tipo di veleno ha sull’ambiente. Tuttavia questo studio mostra che gli animali possono essere esposti a questi veleni ad esempio mangiando dei roditori a loro volta avvelenati i cui corpi si possono trovare un po’ovunque.

In Australia, così come molti altri paesi, la regolamentazione per l’utilizzo dei veleni per topi non è molto avanzata e praticamente chiunque può acquistarli, anche nei centri commerciali. Questo significa che ad utilizzarli possono essere anche persone che non conoscono affatto l’effetto che possono avere sugli ambienti e sugli animali e ciò, col passare degli anni, sta aggravando sempre di più la situazione.

Dei vari esemplari testati dai ricercatori, il 91% dei dugiti (Pseudonaja affinis), un serpente velenoso dell’Australia occidentale, risultava contaminato.
Inoltre, con somma sorpresa degli stessi ricercatori, hanno trovato tracce di veleno per topi anche nel 60% delle lucertole bobtail (Tiliqua rugosa), anch’esse tipiche dell’Australia, e nel 45% dei serpenti tigre (Notechis scutatus), un serpente velenoso dell’Australia meridionale.

I ricercatori sperano che i risultati di questo studio possano avere importanti implicazioni positive anche in quegli altri paesi in cui non è regolamentato l’utilizzo del veleni per topi.

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