Ricercatori creano l’e-derma, pelle elettronica con sensazione del tatto per mani protesiche

La nuova pelle artificiale applicata sul pollice e sull'indice (credito: Larry Canner/JHU)

Uno dei problemi principali per quanto riguarda le protesi che vanno a sostituire le mani è relativo alla sensibilità: le mani protesiche non consentono agli utenti di percepire gli oggetti. Una nuova ricerca, condotta da un gruppo di ingegneri della Johns Hopkins University, è incentrata proprio su questo aspetto.

I ricercatori dichiarano infatti di avere creato una “pelle elettronica” che può essere posizionata su mani protesiche già esistenti, sostanzialmente sul pollice e sull’indice. La pelle elettronica contiene diversi biosensori disposti in maniera da imitare i recettori del tatto nella pelle umana.
La stessa pelle “elettronica” poi è collegata ai nervi del braccio che a loro volta trasmettono i segnali, come ad esempio quelli del dolore, al cervello.

La tecnologia è ben spiegata da Luke Osborn, primo autore dello studio e studente laureato presso il Johns Hopkins University Biomedical Instrumentation and Neuroengineering Laboratory: “La pelle elettronica di rilevamento che chiamiamo e-dermis (e-derma) è stata progettata per adattarsi a dispositivi protesici già in uso da parte di individui e permetterà a chi lo indossa di raccontare la forma di ciò che sta raccogliendo. Gli oggetti appuntiti causeranno davvero una sensazione di dolore, cosa che è un tentativo di dare alla persona una gamma di sensazioni realistiche. Potrebbe anche aiutare ad evitare di raccogliere qualcosa di appuntito che potrebbe danneggiare la protesi”.
Inoltre questa pelle artificiale potrebbe essere utilizzata anche in sistemi di realtà aumentata per migliorare proprio la sensazione del tatto.

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