Ricercatori modificano gusto delle mosche manipolando neuroni con la luce

Rappresentazione grafica del concept relativo alll'optoPAD (credito: Diogo Matias, Champalimaud Centre for the Unknown)

Si chiama optoPAD ed è un sistema che, a detta degli stessi ricercatori che l’hanno progettato, mette in atto una “realtà del gusto virtuale”.
In sostanza si tratta di una tecnologia ottica che manipola, per il momento solo sulle mosche, direttamente i neuroni del gusto facendo sì che lo stesso insetto possa apprezzare o meno un determinato alimento.

Non è fantascienza il progetto che un gruppo di scienziati del Centro per l’Ignoto Champalimaud di Lisbona sta portando avanti, progetto reso noto anche tramite uno studio apparso su eLife.
Il progetto si basa su due innovativi sistemi “high-tech” grazie ai quali l’intero concept è stato realizzabile: si parla dell’optogenetica, un’area di studio che sta diffondendo sempre di più e che vede l’utilizzo della luce per controllare l’attività dei neuroni, e il FlyPAD, uno nuovo sistema sviluppato in laboratorio dagli stessi ricercatori portoghesi che “utilizza la tecnologia touchscreen per monitorare il comportamento di alimentazione della mosca”, come riferisce José-Maria Moreira, uno degli autori dello studio.

Il sistema è in grado di creare un vero e proprio gusto virtuale nel cervello della mosca, cosa che fa apprezzare all’animale un determinato alimento che, per esempio, non ingurgiterebbe mai senza questa modifica “mentale”.
Il sistema può, per esempio, far smettere di mangiare alla mosca, indipendentemente da quanto essa possa essere affamata, attivando a livello optogenetico i neuroni che percepiscono il gusto dell’amaro.

Si tratta di unsistema molto più complesso di quello che può sembrare perché nel cervello sono molti i fattori che debbono essere presi in considerazione per quanto riguarda le scelte alimentari che non dipendono solo dal gusto, come riferisce Dennis Goldschmidt, un altro degli autori dello studio. Proprio per questo non hanno cercato di manipolare solo i neuroni del gusto che nella mosca si trovano nella bocca ma anche quelli nel cervello che sono coinvolti nella reazione.

Ora la domanda sorge d’obbligo: questo sistema per certi versi “fantascientifico” potrebbe essere applicato anche sugli esseri umani?
Sarebbe utilissimo, per esempio, per portare avanti delle diete che prevedono alimenti che non ci vanno proprio a genio (in primis le verdure). Oppure per resistere alle tentazioni e non mangiare quegli alimenti non salutari per la nostra condizione.

Tuttavia è inutile in questa fase fare salti speculatori e proiezioni nel futuro anche perché il modo con cui il cervello controlla le scelte riguardo agli alimenti che ci piacciono o no rappresenta ancora un mistero.
Tuttavia l’optoPAD potrà comunque rivelarsi utile anche solo per l’identificazione dei neuroni e dei geni che possono avere un impatto significativo sulla nutrizione, e ciò anche in ambito umano.

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