Ricercatori pensano di poter catturare CO2 basandosi sul sistema della Stazione Spaziale Internazionale

Pietre di zeolite (sulla sinistra) e la sua composizione molecolare con i suoi "nanopori"

Sulla stazione spaziale internazionale è essenziale eliminare il biossido di carbonio espirato dagli astronauti affinché venga rimosso dall’aria che essi respirano. La CO2, infatti, presente nell’area degli abitacoli della stazione viene pompata nello spazio.
Questo particolare sistema potrebbe servire anche per creare una sorta di “albero artificiale” qui sulla Terra, onde eliminare la CO2 dalla nostra atmosfera, almeno in parte?

È la domanda che si sono fatti gli scienziati Stefano Brandani e Giulio Santori dell’Università di Edimburgo i quali stanno studiando un metodo simile per catturare letteralmente la CO2 per immagazzinarla in grossi bacini sotterranei.
A tal proposito i due ricercatori stanno analizzando uno speciale minerale, denominato zeolite, il quale, grazie a minuscoli pori, riesce a bloccare le molecole di CO2.

È lo stesso materiale, tra l’altro, che viene utilizzato sulla stazione spaziale internazionale dove questo minerale si “svuota” rilasciando la CO2 nello spazio.
Il progetto, denominato ACCA, risulta naturalmente più impegnativo rispetto al sistema utilizzato sulla stazione spaziale, come riporta anche Santori in un articolo su Horizon: “C’è molta più CO2 da catturare e le concentrazioni sono più diluite per cominciare sulla Terra, quindi è molto più energivoro. La concentrazione iniziale di CO2 sull’ISS è più alta di un ordine di grandezza.”

Tuttavia i ricercatori ci stanno provando con un sistema che si serve di superfici per l’assorbimento fatte di zeolite. Grazie a vari passaggi, il gas si comprime sempre di più e il materiale spugnoso ne assorbe un quantitativo sempre maggiore.
Secondo i ricercatori, “con cinque letti di zeoliti, svuotati con il calore – che potrebbe essere il calore disperso da un impianto industriale – e raffreddati a temperatura ambiente, la CO2 potrebbe essere catturata con una purezza superiore al 95%, con poca energia consumata”.

Fonti e approfondimenti

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