Scoperto ceppo batterico che scatenò peste in Europa nel XIV secolo

Yersinia pestis

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Max Planck per la Scienza della Storia Umana ha eseguito vari analisi dei genomi di resti di persone vissute dal XIV al XVII secolo per scoprire dove si originò il ceppo di Yersinia pestis che provocò la forte e diffusa epidemia di peste che sconvolse l’Europa durante il XIV secolo, un’epidemia che fu soprannominata la Morte Nera.

Questa epidemia provocò la morte di oltre il 60% della popolazione europea e si diffuse in maniera molto capillare dalle aree del Mar Nero fino all’Europa centrale.
Secondo gli storici, le prime tracce relative ai primi sintomi di questa malattia possono essere collocate temporalmente nel 1346 e geograficamente in un’area relativa alla regione del Volga in Russia.

Tuttavia non è stato mai possibile capire se questa pandemia proveniva da una singola fonte batterica o fu introdotta in Europa da più fonti provenienti per esempio da viaggiatori.
Eseguendo analisi genomiche di 34 resti di esseri umani sepolti in 10 diversi siti in tutta Europa, dalla Russia alla Francia, i ricercatori hanno scoperto che le prime tracce di questa pandemia provengono dalla città di Laishevo, nella regione del Volga in Russia.

I resti ritrovati in questa area indicano infatti la presenza di un ceppo di Yersinia pestis “ancestrale” rispetto a tutti gli altri genomi analizzati, un ceppo che differiva di una sola mutazione rispetto agli altri che hanno permesso la diffusione della peste in tutta Europa.

Per il momento risulta ancora impossibile capire se questo ceppo possa essere considerato come quello “zero” in assoluto in quanto lo stesso ceppo potrebbe provenire da altre aree, ad esempio dall’Asia.

Tuttavia una volta che la peste cominciò a diffondersi in Europa, fu poi un singolo ceppo ad essere responsabile dell’intera diffusione e i ricercatori credono che sia proprio questo trovato a Laishevo, diffusosi poi, molto probabilmente, grazie ai roditori.

I ricercatori hanno infatti notato un certo livello di assenza di diversità genetica nel corso del tempo di diffusione della peste e una bassa diversità dell’epidemia stessa a seguito dell’ingresso iniziale del batterio dall’Europa orientale.

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