Ricercatori scoprono come calamari cambiano velocemente colore della pelle

(credito: Northeastern University)

Alcune specie di calamari possono cambiare il colore della parte esterna del proprio corpo in un batter d’occhio. Possono per esempio diventare da marroni a rosso acceso oppure adottare una varietà di colori.
Non sono gli unici animali a poter cambiare colore della propria parte esterna o della pelle ma i calamari sono noti perché lo fanno in maniera più sofisticata e più veloce. Proprio per questo vengono studiati già da molti anni con la speranza che si possano ideare tecnologie migliori per quanto riguarda i dispositivi di camuffamento e per tutti quei materiali che devono cambiare colore.

Tuttavia i ricercatori che hanno cercato di costruire dispositivi che funzionano in maniera simile alle modalità con le quali i calamari cambiano colore hanno quasi sempre fallito, come ricorda Leila Deravi, chimica e biologa della Northeastern University che sta portando avanti una nuova ricerca proprio in questo campo.
Aiutata da un team interdisciplinare composto da vari ricercatori, la Deravi sta cercando infatti di imitare il camuffamento che i calamari utilizzano a livello molecolare.

Un primo studio, relativo alle analisi effettuate sul calamaro Doryteuthis pealeii, è già stato pubblicato e gli stessi ricercatori dichiarano di aver fatto un passo avanti nelle possibilità di replicare quest’attitudine.
Gli scienziati hanno infatti scoperto che sotto la parte esterna della pelle, che contiene i classici organi definiti cromatofori che assorbono le lunghezze d’onda e le riflettono in una determinata banda di colore, vi sono cellule chiamate iridofore che riflettono tutta la luce e, attraverso un metodo noto come colorazione strutturale, la fanno rimbalzare.

Secondo Roger Hanlon, uno scienziato del Marine Biological Laboratory, impegnato anch’egli nella ricerca, nello strato superiore dove sono presenti cromatofori, incorporati in questi ultimi, “c’è un colore strutturale. Nessuno aveva trovato niente del genere.”
Questa iridescenza, secondo i ricercatori, deve provenire dai cromatofori. Questi ultimi usano dunque la pigmentazione e il colore strutturale per creare gli effetti dinamici, scoperta che apre nuove opportunità per biologi chimici e chimici ma anche per tutti coloro che intendono sfruttare una modalità del genere per creare nuovi materiali o nuove tecnologie in grado di cambiare colore molto velocemente.

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