Ricercatori scoprono come cellule infette avvertono altre cellule

Con una ricerca apparsa su Nature Microbiology, un gruppo di ricercatori dichiara di aver scoperto le modalità con le quali le cellule che vengono attaccate da batteri o virus “suonano l’allarme”, avvertendo le cellule vicine le quali possono dunque reagire in maniera rapida ed un’isola.
Secondo Ramya Nandakumar, uno dei ricercatori dell’Università di Aarhus che ha contribuito allo studio, questa ricerca “getta nuova luce su come l’organismo allerta rapidamente ed efficacemente il vicinato, e ora che conosciamo il meccanismo, ha senso continuare a lavorare su quando potrebbe essere utile dare una spinta per inibire un’infezione e vice versa, quando dovrebbe essere bloccato per fermare una malattia autoimmune”.

Gli esperimenti hanno visto l’analisi delle reazioni di alcune cellule coltivate laboratorio esposte a batteri di listeria, batteri che possono provocare un’intossicazione alimentare denominata listeriosi.
Inizialmente i batteri penetravano nella cellula e scaricavano un po’ del loro DNA all’interno di esse. Questi frammenti di DNA venivano distribuiti nel citoplasma, che circonda il nucleo della cellula. Qui avveniva la prima reazione: la proteina cGAS, una volta scoperto il DNA estraneo, inviava segnali di allarme alla cellula tramite un’altra proteina-segnale denominata STING.

A questo punto entrava in scena una sorta di messaggero, un’altra proteina denominata MVB12b, che impacchettata ed esportava alcune parti di questi frammenti di DNA in bolle di grasso denominate esosomi. Queste “bolle di sapone” venivano inviate alla cellula più vicina. In questo modo quest’ultima poteva avviare le prime risposte difensive ancor prima di essere infetta.
Questa scoperta apre la possibilità di aumentare artificialmente le attività di questo messaggero per far sì che le cellule combattano i batteri i virus ancora più velocemente, possibilmente ancor prima di essere infette.

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