Ricercatori scoprono come Parkinson si diffonde tra cellule cerebrali

Uno gruppo di ricercatori svedesi ha scoperto come la malattia di Parkinson può diffondersi in tutto il cervello. I ricercatori dell’Università di Linköping, in uno studio pubblicato su Acta Neuropathologica, hanno inteso scoprire come funziona il processo di aggravamento di malattie quali il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e quello di Huntington.

Già ricerche passate avevano mostrato che ad essere coinvolti sarebbero i piccoli canali tra le cellule nervose. Questi canali sono formati da aggregati proteici nocivi, o depositi, i quali possono legarsi e “agganciarsi come un ascensore” alle proteine per poi diffondersi alle cellule sane.

In questo modo la malattia si diffonde come se fosse un’infezione in quanto questi depositi proteici si moltiplicano tra le cellule fungendo da “semi”. I piccoli canali sono fatti da una famiglia di proteine conosciute come connessine.

A spiegare gli esiti dello studio è Juan Reyes, autore principale dell’articolo svolto insieme al gruppo di ricerca di Martin Hallbeck: “Si è scoperto che gli aggregati proteici nocivi nella malattia di Parkinson possono legarsi alla connessina 32, Cx32 e essere assorbiti da una cellula. Siamo i primi a dimostrare che le connessine svolgono un ruolo nell’assorbimento e nel trasferimento di proteine ​​correlate alla malattia da una cellula all’altra nella malattia di Parkinson e nell’atrofia multisistemica, un disturbo correlato”.
Si spera che questa scoperta possa essere utile in futuro per nuovi trattamenti.

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