Ricercatori sviluppano nuova tecnica per prevedere tempeste geomagnetiche

Rappresentazione artistica di una tempesta geomagnetica (NASA via Wikicommons)

Le tempeste geomagnetiche possono avere effetti anche gravi sul campo magnetico terrestre dato che il flusso di particelle che proviene, come un “vento”, dal sole, oltre a scatenare bellissime aurore, può portare a notevoli danni a strumentazioni tecnologiche, in primis quelle dipendenti dai satelliti artificiali.
L’importante è dunque poterle prevedere, anche se attualmente un metodo preciso non esiste.

Un nuovo studio, pubblicato su Chaos, mostra che è possibile ottenere previsioni migliori a breve termine riguardo le tempeste geomagnetiche analizzando i dati del campo magnetico.
Secondo i ricercatori è possibile eseguire queste analisi utilizzando i valori orari dell’indice Tempest Disturbance (Disturbance storm time index o Dst) che fornisce informazioni sugli effetti intorno alla Terra causati da protoni ed elettroni solari.

Questi dati possono essere a loro volta riformulati in un’immagine 2D o 3D tracciando un punto dati contro un altro in un lasso di tempo fisso nel futuro per la previsione.
Gli stessi ricercatori hanno poi utilizzato un metodo noto come analisi della quantificazione della ricorrenza (recurrence quantification analysis) Per mostrare che le lunghe linee diagonali in questi grafici di ricorrenza indicano un comportamento geomagnetico più prevedibile.

Fonti e approfondimenti



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