Ricercatori trovano parassita di tripanosomosi umana nei cani in Nigeria

Anche i cani possono ammalarsi di tripanosomosi se vengono mostri dalle mosche tse-tse che trasportano i tripanosomi. Per i cani si tratta di una malattia molto spesso fatale, abbastanza riconoscibile anche senza analisi negli studi veterinari in quanto comporta i cosiddetti “occhi bianchi”, uno dei segni più caratteristici di questa malattia in questi animali.

Un team di ricercatori dell’Università della Nigeria a Nsukka ha scoperto che due cani malati di tripanosomosi canina trasportavano Tbg1 (Trypanosoma brucei gambiense), la sottospecie di tripanosoma che causa la gran parte dei casi di tripanosomiasi umana nel continente africano.
In ogni caso la tripanosomosi umana può essere considerata una malattia che è sulla via dell’eliminazione totale per quanto riguarda gli esseri umani.

Lo studio è stato pubblicato su Parasites & Vectors. Wendy Gibson, una professoressa di protozoologia ed autrice dello studio, dichiara nel breve comunicato stampa fornito dal sito dell’Università di Bristol: “Con nostra sorpresa, abbiamo scoperto che due dei cani trasportavano Tbg1, il tripanosoma che causa la maggior parte dei casi di tripanosomiasi umana in Africa”.

I ricercatori non specificano se questo può significare che possa esistere il rischio di infezione per l’uomo da un contatto con i cani e quindi non tramite il vettore “classico”, ossia le mosche tse-tse, ma riferiscono, nell’abstract dello studio, che il Trypanosoma brucei gambiense trovato nei due cani analizzati “è uno dei parassiti responsabili della tripanosomosi canina africana nell’area di Nsukka in Nigeria e rappresenta un grave pericolo per la salute umana”.

Secondo l’OMS, nel 2017 sarebbero solo 1500 i casi di tripanosomosi Individuati negli esseri umani, risultati molto buoni considerando che questa malattia ha portato ad epidemie molto gravi solo pochi decenni fa nel contesto africano.

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