Riconoscimento facciale per monitorare pazienti in terapia intensiva

Il riconoscimento facciale per monitorare la faccia dei pazienti in terapia intensiva? È l’idea che è arrivata a un gruppo di ricercatori dell’ospedale dell’Università di Yokohama, Giappone.
La ricerca, presentata al congresso della European Society of Anaesthesiology, prevede infatti un sistema totalmente automatizzato e computerizzato grazie al quale è possibile monitorare e forse anche prevedere i comportamenti non sicuri dei pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Un comportamento non sicuro può essere considerato, per esempio, la rimozione accidentale del tubo respiratorio.
Secondo i primi test il sistema vanterebbe una precisione abbastanza alta (75% secondo i ricercatori). Il monitoraggio avviene tramite una telecamera montata sul soffitto sopra il letto dove è ricoverato il paziente.

Un apposito algoritmo di apprendimento automatico è stato istruito dai ricercatori tramite centinaia di ore di registrazione raccolte durante una prima fase, un algoritmo che poi si è rivelato utile nel riconoscere comportamenti ad alto rischio nei primi test.
Si tratta di un sistema che potrebbe sopperire a casi di limitatezza del personale o che potrebbe rivelarsi utile in tutti quei casi in cui il personale stesso non può continuamente, 24 ore su 24, monitorare pazienti non coscienti.

“Siamo rimasti sorpresi dall’elevato grado di accuratezza raggiunto, il che dimostra che questa nuova tecnologia ha il potenziale per essere uno strumento utile per migliorare la sicurezza dei pazienti ed è il primo passo per una ICU (intensive care unit) intelligente pianificata nel nostro ospedale”, dichiara Akane Sato, uno dei ricercatori che è impegnato nel progetto.


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