Riduzione dell’assunzione di sale e insufficienza cardiaca, ecco risultati del nuovo grande studio

Credito: mkupiec7, Pixabay, ID: 6728600

Viene definito come il “più grande studio clinico randomizzato” che analizza il rapporto tra la riduzione del sodio alimentare e l’insufficienza cardiaca lo studio pubblicato sulla rivista The Lancet e presentato alla sessione scientifica di quest’anno dell’American College of Cardiology.[1]

Ridurre la quantità di sale

I ricercatori hanno notato che ridurre la quantità di sale (attraverso l’alimentazione) può portare ad un miglioramento dei sintomi quali l’affaticamento, la tosse e il gonfiore e in generale può migliorare la vita. Gli stessi ricercatori hanno notato, però, come riferisce il comunicato, che ridurre l’assunzione di sale in sé per sé non sembra essere collegato ad un numero più basso di visite di emergenza, di ricoveri o di decessi per i soggetti che già soffrono di insufficienza cardiaca.[1]

Meno sale migliora la vita

Anche se non si può affermare che la limitazione dell’assunzione di sodio può sicuramente ridurre le possibilità di morte o di essere ricoverati, spiega Justin Ezekowitz, professore della Facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’Università di Alberta, l’autore principale dello studio, si può dire che migliora comunque la vita in generale.
L’insufficienza cardiaca è una patologia che vede un certo livello di debolezza del cuore. Quest’ultimo non riesce, quindi, più a pompare a livelli normali il sangue.[1]

Lo studio

Lo studio ha analizzato i dati di 806 pazienti. I dati provenivano da 26 diversi centri medici degli Stati Uniti, del Canada, del Cile, della Columbia, della Nuova Zelanda e del Messico. Tutti i soggetti soffrivano di insufficienza cardiaca.
Lo studio è uno di quelli randomizzati “classici”: a metà dei partecipanti venivano dati consigli nutrizionali per ridurre l’assunzione del sale nella dieta, gli altri continuano a ricevere le cure abituali.
Prima di iniziare lo studio, tutti i soggetti consumavano in media 2217 mg di sale al giorno (un po’ meno di un cucchiaino). Dopo lo studio (durato un anno) i soggetti del primo gruppo (quelli a cui era stato consigliato di limitare il sale) consumavano 1658 mg di sodio al giorno, quelli del secondo gruppo 2072 mg al giorno.[1]

Note e approfondimenti

  1. Hold the salt: Study reveals how reducing sod | EurekAlert!
  2. Reduction of dietary sodium to less than 100 mmol in heart failure (SODIUM-HF): an international, open-label, randomised, controlled trial – The Lancet (DOI: 10.1016/S0140-6736(22)00369-5)

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