Rifiuti spaziali catturati con arpione in un video

Un video riguardante una caratteristica modalità per la cattura dei cosiddetti “rifiuti spaziali” è stato pubblicato dall’Università del Surrey. Nel video si vede chiaramente un arpione che si va ad incastrare in quello che può essere considerato come bersaglio finto. L’arpione, che non è più grande di una penna, va infatti ad incastrarsi in una sorta di pannello di alluminio delle dimensioni di una racchetta da ping-pong. Questo pannello era infatti attaccato ad un braccio di un satellite e serviva a fare da bersaglio onde mostrare l’utilità di un approccio del genere.

Con i numerosi rifiuti spaziali che orbitano intorno alla Terra, i quali sono sostanzialmente pezzi, a volte anche molto piccoli, di satelliti mandati precedentemente in orbita, molti gruppi di ricerca un po’ in tutto il mondo stanno affrontando il problema a volte anche in maniera creativa.
È il caso anche del progetto di questo team dell’Università del Surrey, capitanato da Guglielmo Aglietti, rimasto entusiasta dopo che l’arpione è riuscito ad afferrare l’oggetto posto ad una distanza di appena 1,5 metri. Dopo averlo afferrato, lo fa cadere dal suo trespolo probabilmente per metterlo in sicurezza.
Questo era comunque solo un testo: in futuro sarà necessario utilizzare un arpione molto più grande per arpionar di intrappolare rifiuti veri, anche piccoli satelliti morti.

Già lo stesso team aveva infatti utilizzato un approccio diverso qualche mese fa rintracciando e intrappolando un piccolo satellite, anche questo un satellite finto da utilizzare come prova, usando una rete.
Il gruppo intende offrire queste modalità come un vero e proprio servizio di cattura di detriti spaziali nel contesto del progetto denominato RemoveDEBRIS.

Fonti e approfondimenti

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