Rigenerazione della retina, segreto potrebbe risiedere nei pesci zebra

Pesce zebra (credito: public domain, via Wikimedia Commons)

La possibilità di rigenerare le retine umane danneggiate risiederebbe nei pesci zebra secondo un nuovo studio pubblicato su Cell Reports.

Una delle malattie degenerative della retina più diffuse è la degenerazione maculare legata all’età che è causa di cecità in milioni di persone, soprattutto in età più avanzata.
La retina è uno degli tessuti umani più delicati dato che nei mammiferi non può essere rigenerata spontaneamente una volta che le sue cellule sono morte o danneggiate.

Tuttavia in alcuni pesci ossei, come il pesce zebra, la retina si rigenera in seguito ad un danno in maniera spontanea ripristinando la struttura iniziale e dunque la sua funzione.
Proprio per questo lo stesso pesce zebra è già da diversi anni oggetto di studio per capire le modalità di ricrescita spontanea onde acquisire eventuali importanti informazioni che potrebbero rivelarsi utili per generare un processo simile anche negli esseri umani.

Un nuovo studio, condotto dal ricercatore James Patton e dai suoi colleghi del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università Vanderbilt, si concentra proprio su questo pesce in relazione a questa particolare caratteristica.
I ricercatori hanno scoperto che è un particolare microRNA, denominato miR-216a, a Regolare l’espressione dell’enzima Dot1l, a sua volta coinvolto nella regolazione dell’espressione genica.

Sopprimendo miR-216a, i ricercatori scoprivano la proliferazione di cellule gliali Müller, una cellula staminale presente nella retina del pesce zebra.
Lo stesso Patton dichiara nel comunicato stampa: “La glia Müller costituisce una cellula staminale adulta nella retina del pesce zebra e il nostro obiettivo è identificare percorsi e geni che potrebbero essere attivati ​​per indurre un comportamento simile nella retina umana”.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Disclaimer medico

Notizie scientifiche.it è un sito di notizie, non di consigli medici. Leggi anche il nostro disclaimer medico.

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook