Rilevatore di onde gravitazionali di nuova generazione potrebbe essere costruito in Sardegna

Nel corso del Forum strategico europeo per le infrastrutture di ricerca (ESFRI) dell’Unione Europea, è stata presentata una proposta per includere anche i fondi per un nuovo telescopio, il Telescopio Einstein (ET). Quest’ultimo potrebbe consentire l’osservazione dell’intero universo tramite le onde gravitazionali. Si tratterebbe di un rilevatore di onde gravitazionali terrestre grazie al quale si potrà davvero “aprire” un’altra branca dell’astronomia, quella dedicata all’analisi regolare del cosmo tramite le onde gravitazionali.
Si potrebbero, per esempio, rilevare un numero maggiore di fusioni di buchi neri e di stelle di neutroni con livelli di precisione senza precedenti.

Stuart Reid, uno dei responsabili del Dipartimento di Ingegneria Biomedica a Strathclyde nonché unico membro britannico dell’Instrument Science Board per l’ET, questo nuovo rilevatore di onde gravitazionali potrebbe “permetterci di mappare come l’espansione dell’Universo e osservare eventi completamente nuovi”.
Il nuovo rilevatore, con i sui 30 km di tunnel sotterranei, avrà una forma triangolare particolare grazie alla quale potrà fornire un maggior numero di informazioni dai segnali provenienti dallo spazio. Lo strumento aiuterà a testare ancora di più la teoria della gravità di Einstein e in generale a capire come si comporta la materia.

Il progetto, qualora approvato, sarebbe sostenuto dallaCommissione Europea e da un consorzio di 40 istituti di ricerca e di Università provenienti da tutta Europa. Gli scienziati, infatti, credono che per sfruttare tutti i dati che il rilevatore Virgo in Europa e il LIGO negli Stati Uniti hanno raccolto nel corso degli ultimi anni bisogna fare un passo in avanti. In pratica è necessaria una nuova generazione di rilevatori di onde gravitazionali, una generazione che potrebbe diventare operativa, almeno per quanto riguardo l’ET, già entro la metà degli anni 2030.
Attualmente il team di studio sta valutando varie località per la sua installazione e sono state prese in considerazione un’area ai confini tra Belgio, Germania e Paesi Bassi e una località della Sardegna. La decisione definitiva dovrebbe essere presa entro cinque anni.

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook