
Un nuovo dispositivo fatto a base di grafene capace di rilevare le radiazioni è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori della Chalmers University of Technology in Svezia. La ricerca, pubblicata su Applied Physics Letters, descrive un bolometro che funziona in un intervallo di temperature relativamente ampio, che ha un tempo risposta veloce e che vanta costi relativamente bassi.
Secondo Grigory Skoblin, uno degli autori della ricerca, questo bolometro si basa sulle proprietà termoelettriche del grafene: quando le radiazioni investono il dispositivo, gli elettroni, muovendosi, vanno a generare un campo elettrico e quindi a generare un cambiamento di tensione che può essere misurato e che sta ad indicare il livello di radiazione.
Il vantaggio di questo nuovo dispositivo sta nel fatto che il pezzo di grafene al suo interno risulta molto piccolo e quindi si va a riscaldare rapidamente fornendo le indicazioni relative al livello di radiazione molto velocemente.
Inoltre riesce a fornire indicazioni riguardanti il livello di radiazione fino a 200 °C, un altro vantaggio rispetto ai bolometri tradizionali.
Non è la prima volta che viene realizzato un bolometro basato sul grafene tuttavia nei modelli “vecchi” lo strato di grafene è doppio, una caratteristica che le rende più difficilmente “scalabile”.
Il gruppo di ricerca prevede di ampliare la gamma di frequenze rilevabile dal nuovo bolometro nonché di permetterne una produzione di massa.