Rilevatori di movimento indossabili possono identificare deficit motori nei bambini

Bambino con i rilevatori da polso progettato dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis (credito: Catherine Hoyt)

Piccoli rilevatori di movimento facilmente indossabili potrebbero con precisione rilevare i movimenti dei bambini, in particolare quelli delle braccia, rilevazioni che a loro volta potrebbero risultare utili per identificare eventuali difetti motori secondo uno studio pubblicato su JAMA Network Open.

Rilevare con una buona precisione e in tempo particolari difetti motori può infatti essere di fondamentale importanza in quei casi in cui gli stessi difetti motori possono poi trasformarsi in disabilità potenzialmente poi non più trattabili nell’età adulta.

È il caso per esempio di quei bambini che possono subire un ictus durante o poco dopo il momento della nascita (le maggiori probabilità di avere un ictus sono infatti relative prove alla prima settimana di vita rispetto a qualsiasi altro periodo della vita stessa). In alcuni casi questi ictus possono provocare menomazioni a regioni o a parti del corpo, menomazioni che sono difficilmente notabili se non quando il bambino inizia a crescere.

Ad esempio, come riferisce Catherine Hoyt, prima ricercatrice dello studio, “La manualità non emerge fino all’età di 3 anni, quindi se hai un bambino o un bambino che preferisce una mano, non è normale. Ma non tutti lo sanno, quindi i genitori potrebbero non pensare di menzionarlo al pediatra, e i medici non sono in grado di cogliere qualcosa di così sottile in un controllo di 15 minuti”.
Un oggetto del genere potrebbe dunque rivelarsi utilissimo in tal senso.

I rilevatori progettati dai ricercatori dell’Università Washington a St. Louis sono sostanzialmente molto simili ad orologi da polso.
Lo strumento, presente al polso di entrambe le mani, può misurare il livello di utilizzo di ogni singolo braccio nel corso della vita quotidiana dei bambini.

Il rilevatore da polso è stato già testato sul 185 bambini e ragazzi di età compresa tra due mesi e 17 anni. I soggetti hanno indossato il “tracker” su ciascun polso per quattro giorni. I risultati indicavano che 29 dei 185 partecipanti all’esperimento potevano essere diagnosticati con menomazioni motorie.

Grazie a questa prima fase i ricercatori hanno poi creato un algoritmo che analizza in maniera automatica i dati dai rilevatori con ancora più precisione in relazione all’utilizzo di un braccio piuttosto che di un altro da parte dei bambini, dati che possono essere molto utili per scoprire eventuali disabilità.

Fonti e approfondimenti

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