Riparare nervi danneggiati forse è possibile grazie a piccolo vermiciattolo

Il C. elegans può riparare cellule nervose recise attraverso un processo chiamato fusione assonale (credito: University of Queensland)

Il nematode Caenorhabditis elegans, un piccolo vermiciattolo lungo circa un millimetro, potrebbe essere di grande aiuto per riparare le lesioni nervose umane che possono portare a gravi conseguenze come la paralisi.
A questa conclusione è arrivato un gruppo di ricerca dell’Università del Queensland e dell’Università Monash, Australia, guidata dai ricercatori Massimo Hilliard, Rosina Giordano-Santini e Casey Linton.

Il ricongiungimento dei nervi, infatti, è a volte l’unico trattamento possibile per le persone con lesioni del sistema nervoso, condizioni che possono causare anche una disabilità permanente. Lo spiega il professor Hilliard secondo cui nervi all’interno del nostro corpo comunicano tra loro usando lunghe strutture simili a delle funi che sono denominate assoni.
I nematodi sono capaci di collegare due assoni tramite un processo denominato fusione assonale.

Questo processo è innescato da una molecola denominata EFF-1 e questa molecola e a sua volta è dipendente dalla presenza della proteina RAB-5. È proprio quest’ultimo particolare ad essere stato scoperto con questo nuovo studio secondo il quale, quando manca il RAB-5, c’è più EFF-1 e la fusione avviene più efficientemente.

Manipolando la proteina RAB-5 è possibile dunque migliorare la fusione dei nervi di questo piccolo vermiciattolo, qualcosa che forse potrebbe avvenire, in maniera abbastanza simile, anche nei mammiferi. Ciò potrebbe portare, come dicono gli stessi ricercatori, ad “un futuro in cui abbiamo la capacità di promuovere la fusione dei nervi danneggiati negli esseri umani per ripristinare la loro funzione.”

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