Riscaldamento globale farà aumentare diffusione di alghe nocive

Credito: LTapsaH, Pixabay, 6582634

Le alghe possono essere pericolose perché producono sostanze tossiche, anche per gli esseri umani oltre che per diversi animali delle acque. Secondo uno studio pubblicato su PLOS ONE e realizzato da ricercatori dell’Università del Delaware, con il riscaldamento globale in corso il numero di fioriture di alghe nocive aumenterà molto in futuro.

Possono risucchiare l’ossigeno dall’acqua

Le alghe in decomposizione possono risucchiare l’ossigeno dall’acqua e quindi possono essere un problema grave per tutta la vita che si sviluppa intorno ad esse, sia animale che vegetale, ma anche per gli esseri umani che si riforniscono d’acqua. Ad esempio nel 2014 ci fu una fioritura di alghe nocive nel lago Erie e ciò affossò l’approvvigionamento idrico di tutta la città di Toledo, nell’Ohio, portando alla chiusura dell’impianto idrico.

Più luce solare: più alghe nocive

I ricercatori dimostrano nel nuovo studio che i cambiamenti per quanto riguarda la luce solare hanno un’influenza importante sulla crescita e sulla diffusione di queste alghe. In pratica con il clima sempre più caldo le alghe tossiche cresceranno sempre di più e il pericolo che possano distruggere organismi facenti parte di una importante rete alimentare sarà sempre più consistente.

Pericoli maggiori soprattutto vicino alle coste

Secondo Kathryn Coyne, ricercatrice del College of Earth Ocean and the Environment della suddetta università americana, i pericoli saranno maggiori soprattutto per le fioriture di alghe che si svilupperanno vicino alle coste. Le stagioni di crescita sembrano essere sempre più lunghe e anche le stesse fioriture tendono ad espandersi geograficamente sempre di più. In pratica stanno arrivando anche dove prima non c’era un certo regime di luce favorevole per la loro crescita.

Lo studio sulla microalga Karlodinium veneficum

I ricercatori hanno individuato soprattutto una specie di alga microscopica, Karlodinium veneficum, conosciuta anche come l’alga “killer dei pesci”, apparsa tra l’altro nella baia di Chesapeake e nelle baie interne del Delaware. Si tratta di un’alga mixotrofica: riceve l’energia di cui ha bisogno dalla luce solare ma può mangiare anche altre alghe o batteri.
È un organismo unicellulare ma dispone di due efficienti flagelli con i quali può muoversi per avvicinarsi alla preda e avvelenarla con le tossine che produce. Se c’è troppa luce solare, questa alga tende a crescere sempre di più tra l’altro acquisendo sempre meno carbonio e azoto. Risulteranno, proprio per questo, sempre meno nutrienti per gli animali che si nutrono di questa alga la quale tenderà ad essere consumata sempre di meno e ciò non farà altro che favorire ancora di più la sua crescita. Un circuito chiuso dal quale sembra difficile uscire.

Note e approfondimenti

  1. Interactive effects of light, CO2 and temperature on growth and resource partitioning by the mixotrophic dinoflagellate, Karlodinium veneficum (IA) (DOI: 10.1371/journal.pone.0259161)

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo


Data articolo