Rischio di fibrillazione atriale collegato non tanto al grasso ma a massa muscolare

Credito: Tumisu, Pixabay, 1968909

Il rischio di fibrillazione atriale nelle persone in sovrappeso non sarebbe collegato tanto al grasso ma piuttosto alla massa muscolare di maggiori dimensioni, in sostanza ad un peso maggiore apportato da massa senza grassi.
È l’interessante risultato raggiunto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Aarhus condotto da Morten Fenger-Grøn insieme a Lars Frost, del Dipartimento di medicina clinica.

La fibrillazione atriale è una patologia abbastanza diffusa (può colpire una persona su tre nel mondo occidentale nel corso della vita) e ad oggi il miglior consiglio per evitarla ho per contrastarla è sempre quello relativo alla perdita di peso. Tuttavia, come fanno notare i ricercatori con questo studio, il rischio non sarebbe tanto legato alla quantità del grasso ma più che altro al peso senza grassi.

Morten Fenger-Grøn lascia intendere che di base il concetto che le persone in sovrappeso mostrino un più grande rischio di fibrillazione atriale è sostanzialmente corretto ma ad oggi non sono stati condotti studi che abbiano dimostrato in maniera chiara che il grasso provochi questa condizione.
Lo studio, pubblicato su Cardiovascular Medicine, è basato su analisi revisioni della letteratura scientifica riguardante l’importanza del grasso corporeo e della massa priva di grassi collegata al rischio di fibrillazione atriale.

“È un promemoria che i meccanismi causali dietro la fibrillazione atriale sono completamente diversi da quelli dietro molte altre malattie cardiache – e talvolta quasi l’opposto. È importante capire davvero questo se vogliamo prevenire che il verificarsi della fibrillazione atriale continui ad aumentare, mentre altre condizioni cardiache stanno diminuendo”, spiega Fenger-Grøn nel comunicato stampa che presenta questa ricerca.

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