Risolto mistero di intense e brevi esplosioni stellari con Keplero

Il telescopio spaziale Keplero della NASA viene di solito utilizzato per rilevare, attraverso il metodo del transito, i pianeti extrasolari, ovvero i pianeti al di fuori del nostro sistema solare. Tuttavia la NASA è riuscito ad utilizzarlo anche per studiare più in dettaglio i cosiddetti Fast-Evolving Luminous Transient (FELT, traducibile con transito luminoso in evoluzione veloce).
Si tratta di un fenomeno che in parte ha disorientato gli astronomi negli ultimi anni e che sembra essere molto simile al fenomeno della supernova.

Questo breve ma intenso aumento di luminosità sotto forma di flash viene provocato, secondo gli astronomi che hanno utilizzato proprio gli ultimi risultati provenienti da Keplero, dalle stelle dopo che collassano per esplodere come supernovae. Nel caso dei FELT, però, la stella che collassa è avvolta in una densa nube di gas e polvere che forma una sorta di guscio.
Nel momento dell’esplosione, l’onda d’urto colpisce il guscio e l’energia cinetica si trasforma, in parte, in luce. La radiazione che si spande verso l’esterno dura solo pochi giorni, circa 1/10 della durata tipica di una supernova.

A mettere in difficoltà gli astronomi, in relazione allo studio di questo fenomeno, è anche il fatto che si rivela abbastanza raro. Negli ultimi 10 anni, per esempio, sono stati avvistati solo pochissimi FELT anche perché rilevarli risulta difficile a causa della loro brevità.
Spesso passano dunque inosservati ma non per Keplero che raccoglie dati su una vasta porzione di cielo, come specifica anche Armin Resto dello Space Telescope Science Institute di Baltimora: “Abbiamo raccolto una curva di luce eccezionale. Siamo stati in grado di limitare il meccanismo e le proprietà dell’esplosione: potremmo escludere teorie alternative e arrivare alla spiegazione del modello di guscio denso, un modo nuovo di morire per le stelle massicce e di distribuire materiale nello spazio”.

Fonti e approfondimenti

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