Risultati stupefacenti contro superbatteri grazie a molecola modificata

Klebsiella pneumoniae

La resistenza dei batteri a molte classi di antibiotici, di quelli che hanno rivoluzionato la medicina negli ultimi cinquant’anni, sta aumentando sempre di più tanto che si parla di “superbatteri”.
Ora, un gruppo di ricerca sta testando un nuovo composto che potrebbe rivelarsi come un candidato molto promettente per sconfiggere agenti patogeni altamente resistenti agli antibiotici.

Il biologo evoluzionista Peter Smith, insieme ad altri ricercatori, ha creato una nuova molecola, denominata G0775, modificando un’arilomicina, un composto naturale capace di penetrare nella membrana esterna dei batteri gram-negativi ma che ha qualche difficoltà a completare il proprio compito, ossia quello di legarsi ad un determinato enzima presente nella parte interna del batterio.

Durante le sperimentazioni in laboratorio la nuova molecola è risultata almeno 500 volte più potente delle arilomicine nel penetrare e dunque nel contrastare batteri quali Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter baumannii, anche le forme più resistenti di questi ultimi.

In particolare la nuova molecola, sperimentata sui topi, permetteva ottimi risultati contro il ceppo di Klebsiella pneumoniae, un batterio notoriamente resistente a moltissimi antibiotici. Un risultato per il quale gli stessi ricercatori sono rimasti entusiasti.

Le prossime fasi prevedono test per comprendere il livello di tossicità per gli esseri umani di eventuali nuovi antibiotici basati su questa molecola ma gli stessi ricercatori sembrano abbastanza fiduciosi calcolando che sono servite, durante gli esperimenti, solo modeste dosi di G0775 per contrastare efficacemente i “superbatteri”.

Fonti e approfondimenti

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