Risveglio del geyser di Yellowstone non collegato ad eventuale eruzione

Geyser Steamboat, Parco di Yellowstone (credito: Dirtsc, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Il “risveglio” del geyser Steamboat del parco di Yellowstone, negli Stati Uniti, non può essere considerato come avvertimento per un’eruzione vulcanica imminente secondo un nuovo studio apparso su Proceedings of the National Academy of Sciences. In effetti questo geyser, uno dei più importanti e visitati del parco, si è risvegliato più o meno improvvisamente il 15 marzo 2018 scoppiando più di 100 volte nelle settimane e nei mesi successivi.

Naturalmente questa serie di scoppi ha fatto preoccupare non poche persone anche perché parliamo del super vulcano più grande delle Americhe, uno che potrebbe portare, qualora eruttasse, a delle conseguenze di livello globale.
Gli studiosi hanno usato diversi set di dati sismici, ambientali e di altre tipologie della regione del parco di Yellowstone, dopo una pausa durata diversi anni.

Anche se non sono comprese del tutto, queste esplosioni “idrotermali”, abbastanza difficili da prevedere, non sono comunque ritenute dagli scienziati collegate ad eventuali prossime eruzioni del vulcano.
Gli scienziati hanno solo rilevato un leggero aumento dell’attività sismica poco prima della riattivazione del geyser Steamboat con un aumentato livello di calore emanato nell’atmosfera da parte dello stesso geyser. Tuttavia altri geyser dormienti nella regione non si sono risvegliati e le temperature nel sottosuolo non hanno subito modifiche.

In sostanza ricercatori non hanno trovato alcuna correlazione tra le eruzioni di questo geyser e l’attività sismica del sottosuolo nonché le sue emissioni termiche. Probabilmente le eruzioni del geyser sono diventate più frequenti a causa dello scioglimento di strati di neve, come riferito nello studio. Questo geyser, inoltre, è più profondo rispetto agli altri della stessa regione e questo vuol dire che l’acqua immagazzinata subisce una pressione più alta e può arrivare a temperature più alte, producendo, dunque, eruzioni più corpose.

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