Risveglio mattutino, qual è la migliore sveglia? Il parere degli esperti

Credito: Katniss12, Pixabay, ID: 4568283

Svegliarsi bene è importante e, secondo molte persone nonché molti esperti, aiutarsi in tal senso, anche con sveglie che non producono suoni troppo fastidiosi, può essere d’aiuto per non svegliarsi troppo intontiti o per non subire una sorta di “trauma” mattutino.
È stato questo l’oggetto di studio di un nuovo articolo su The Conversation prodotto da due professori dell’Università RMIT, Stuart McFarlane e Adrian Dyer.

Svegliarsi intontiti

I ricercatori hanno ragionato su quale potrebbe essere il tipo di allarme migliore per il risveglio. Svegliarsi intontiti, infatti, non è una cosa positiva: può influenzare l’umore di tutta la giornata ma anche altre caratteristiche neurobiologiche come la cognizione e le stesse prestazioni cognitive. Ciò può portare a problemi nei processi decisionali critici importanti, ad esempio nel corso di un’emergenza, in un contesto di sicurezza o più semplicemente nel corso della guida.
Questa ridotta vigilanza viene denominata anche come “inerzia del sonno”.

Il risveglio e il flusso del sangue

Il risveglio è molto complicato dal punto di vista biologico. Nel corso del risveglio avviene un flusso maggiore del sangue al cervello e quelle regioni dello stesso cervello che hanno un ruolo nelle allerte, come le regioni corticali prefrontali, impiegano più tempo per ricevere il sangue necessario per “avviarsi”.
In tal senso caratteristiche come quelle dei suoni o anche della musica possono aiutare per ridistribuire meglio il flusso sanguigno nel cervello e quindi per arrivare ad uno stato vigile più in fretta.

Fasi del sonno: onde Theta e delta

Inoltre se ci si sveglia da un sonno leggero (fase ad onde Theta) raggiungere lo stato di vigilanza dopo il risveglio risulta più facile rispetto a quando ci si sveglia da una fase del sonno profondo (onde delta) come quella a onde lente oppure la fase del sonno REM.
Inoltre il risveglio dipende anche dall’età del soggetto: secondo i ricercatori i giovani, ad esempio quelli con un’età compresa tra i 18 e i 25 anni hanno bisogno di suoni più forti per svegliarsi rispetto ai preadolescenti o alle persone più anziane.

Frequenze che si sviluppano intorno ai 500 Hz

I due ricercatori, che hanno pubblicato anche uno studio sistematico nel 2020 riguardo a quali sono le frequenze del suono o le sintonie migliori per il risveglio, sono giunti alla conclusione che quelle frequenze che si sviluppano intorno ai 500 Hz risultano migliori per i bambini rispetto alle frequenze che superano i 2000 Hz (lo studio riguardava solo i bambini anche se due ricercatori credono che i risultati possano applicarsi anche agli adulti).

Meglio sveglia musicale o con beep?

Un allarme acustico tonale con frequenze che superano i 500 Hz, che tra l’altro sono quelle relative agli allarmi che sono preinstallati nella maggior parte dei nostri smartphone, funzionano meglio di una persona che urla “svegliati!”.
Tuttavia conto anche il tipo di musica, o meglio, la melodia. Uno normale allarme che produce un semplice “beep” risulta peggiore, in termini di minor intontimento dopo il risveglio, rispetto agli allarmi che suonano una melodia che può essere canticchiata o riprodotta.

Qual è la migliore sveglia?

I due ricercatori hanno anche sviluppato una melodia ritmica personalizzata che, rispetto ai segnali e alle sveglie standard, riportava, nel corso di alcuni esperimenti, risultati migliori al risveglio e dopo il risveglio.
I consigli degli esperti riguardo a quale possa essere la migliore sveglia sono sostanzialmente tre:

  • deve avere una melodia che può essere facilmente canticchiata o comunque riprodotta vocalmente
  • deve avere una frequenza intorno ai 500 Hertz con una chiave di C5
  • il ritmo non deve essere né troppo lento né troppo veloce e dovrebbe potersi assestare intorno ai 100-120 battiti al minuto

Note e approfondimenti

  1. Is there such a thing as the perfect alarm tone? We think so (and this is what it might sound like)
  2. Clocks & Sleep | Free Full-Text | Alarm Tones, Voice Warnings, and Musical Treatments: A mSystematic Review of Auditory Countermeasures for Sleep Inertia in Abrupt and Casual Awakenings (Toni di allarme, avvisi vocali e trattamenti musicali: una revisione sistematica delle contromisure uditive per l’inerzia del sonno nei risvegli bruschi e casuali) (DOI: 10.3390/clockssleep2040031)

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo

Disclaimer medico

Notizie scientifiche.it è un blog, non un sito di consigli medici. Leggi anche il nostro disclaimer medico.

Dati articolo