Robot autonomi per estrarre risorse sulla Luna, NASA finanzia primo progetto

Tra pochi decenni sulla Luna potrebbero essere costruite le prime stazioni permanenti per l'estrazione mineraria. Quest'ultima potrebbe essere realizzata in maniera del tutto autonoma dai robot (credito: Anna Nesterova)

La NASA ha finanziato un nuovo progetto per capire la fattibilità e in generale per far progredire l’idea relativa al possibile utilizzo di robot autonomi per estrarre risorse spaziali su altri corpi cosmici. I ricercatori del College of Engineering dell’Università dell’Arizona hanno infatti preso seriamente in considerazione il fatto che un giorno possano essere costruiti sui corpi celesti più vicini al nostro pianeta, in primis sulla Luna, stazioni permanenti dedicate soprattutto all’estrazione delle materie prime.

Luna è fatta da stessi materiali della Terra

D’altronde una delle teorie principali riguardanti la formazione della Luna vede quest’ultima formatasi da un impatto di un corpo di enormi dimensioni contro la terra. I materiali risultanti dall’impatto andarono a formare poi la Luna che entrò stabilmente in orbita intorno al nostro pianeta.
Ciò vuol dire che la Luna è composta essenzialmente dagli stessi materiali con i quali è fatta la Terra. Quindi ci si aspetta di trovare le stesse risorse per le quali ci impegniamo con le estrazioni minerarie sul nostro pianeta.

Sulla Luna potrebbero esserci giacimenti di materiali preziosi

Sulla Luna potrebbero esserci giacimenti di materiali preziosi, come le terre rare, assolutamente necessari per l’elettronica odierna, o di altri metalli o materie come il titanio, l’oro, il platino e l’elio-3. Quest’ultimo è un isotopo di elio stabile che potrebbe essere utilizzato per l’energia nucleare. Tuttavia è molto raro sul nostro pianeta mentre sulla Luna sembra esistere in abbondanza.
L’estrazione mineraria lunare, però, presenta sfide certamente nuove rispetto a quelle che siamo riusciti in gran parte a superare sulla Terra.

Sulla Luna ci sarà poca energia e poca acqua

Innanzitutto sul nostro pianeta abbiamo quantità di energia molto alte, come fa notare Moe Momayez, uno dei ricercatori dell’università americana impegnati nel progetto. Inoltre possiamo contare su quantità pressoché illimitate di acqua. Quest’ultima è utilissima in molti tipi di estrazioni minerarie in quanto viene utilizzata per rompere le rocce.
Sulla Luna avremo pochissima energia e pochissima acqua, fattori da tenere di conto. Probabilmente le rocce andranno frantumate tramite esplosioni ma non è stato mai fatto detonare alcun esplosivo sul nostro satellite naturale; si tratta dunque di un campo tutto nuovo da esplorare.

Robot autonomi da addestrare sulla Terra

Il metodo migliore che gli scienziati hanno escogitato per favorire l’estrazione mineraria sulla Luna risiede nell’utilizzare robot autonomi. Una volta istruiti qui sulla Terra, possono poi essere spediti sulla Luna e lì eseguire le estrazioni in maniera completamente autonoma.
Questi robot potrebbero liberare gli esseri umani da un compito fondamentale ma anche oneroso in termini di tempo. I robot potrebbero poi essere utilizzati per costruire e per altri compiti, soprattutto per “le cose sporche”, come le chiama Jekan Thanga, un professore associato di ingegneria aerospaziale.
Thanga ha sviluppato un sistema di software basato sull’apprendimento neuromorfico (denominato Human and Explainable Autonomous Robotic System, o HEART) tramite il quale verranno addestrati i primi robot.

Note e approfondimenti

  1. Researchers Enlist Robot Swarms to Mine Lunar Resources | University of Arizona News (IA)

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