Robot che consegnano abiti e scarpe e aspettano che cliente li provi

Si parla di progetti relativi a robot simili a Wall-E, con tanto di piccoli caterpillar per spostarsi o rotori per volare in aria onde consegnare le merci in un articolo sul sito dell’Evening Standard che accenna ad alcuni brevetti depositati ancora una volta da Amazon.

Tra questi c’è un robot di consegna che può aspettare che il cliente provi gli abiti o i capi di abbigliamento che ha appena acquistato onde poterlo restituire immediatamente in caso di misura errata.
E ancora si parla di robot che potrebbero effettuare consegne viaggiando anche sotto la superficie del mare, in aria oppure su qualsiasi tipologia di terreno, guidati semplicemente dal GPS per arrivare a destinazione.

All’arrivo non ci sarebbe nemmeno bisogno della presenza del cliente: questo disporrebbe di un armadietto che potrebbe aprire solo lui con un codice così come potrebbe aprirlo il robot quando deve consegnare la merce onde tenere quest’ultima sicuro.
In particolare il robot che aspetta che il cliente indossi il capo di abbigliamento rappresenta una vera e propria innovazione, almeno in termini di idee e di brevetti, e qualcosa che combatterebbe in maniera molto più decisa l’inconveniente del reso che nel comparto dell’acquisto on-line dei vestiari è molto comune.

Inconveniente che è un danno non solo per chi vende ma anche per il cliente che deve aspettare il reso oppure la sostituzione.
Secondo il brevetto, il cliente potrebbe ordinare vestiti di più misure per poi scegliere quello più adatto e restituire subito gli altri. Ad esempio potrebbe ordinare due paia di scarpe di due misure diverse e, una volta arrivata la merce, potrebbe effettuare la prova e poi riporre all’interno del robot di consegna il paio non adatto.

Questa transazione potrebbe anche non essere del tutto automatica: un addetto di Amazon, dal magazzino, potrebbe monitorare in live streaming la consegna consentendo anche una chat in tempo reale con il cliente.
Come al solito Amazon specifica che brevetti del genere non sempre rappresentano gli sviluppi futuri dell’azienda e come molto spesso succede essi vengono depositati per esplorare tutte le possibilità di una nuova tecnologia e diventarne propietari nel caso diventino realtà.

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