Robot comandabili a distanza da astronauti in orbita, i risultati degli esperimenti

Credito: LeandroDeCarvalho, Pixabay, ID: 6823528

Se si raggiunge un pianeta (o una luna) durante una missione con equipaggio umano, la cosa più difficile è far atterrare gli astronauti in sicurezza. Ma perché non far atterrare solo i rover e i robot i quali potrebbero poi essere manipolati a distanza dagli astronauti in sicurezza in orbita? Si tratta di un concetto che viene preso sempre più in considerazione come mostra anche un nuovo studio apparso sulla rivista Open Astronomy.[1]

Missione ANALOG-1

Come spiega il comunicato, nel corso degli ultimi decenni le tecniche per portare rover e robot sulle superfici di altri corpi spaziali si è affinata sempre di più. Le superfici di questi corpi possono essere proibitive per astronauti in carne ed ossa e quindi il controllo umano diretto, a distanza, è assolutamente necessario in molti casi.
I ricercatori nel nuovo studio descrivono la missione ANALOG-1. Si tratta di una serie di esperimenti condotti dall’agenzia spaziale europea nel corso degli ultimi 10 anni. Gli esperimenti servono per capire come comandare da remoto un robot esploratore da una navicella posta in orbita.

Astronauta può controllare il braccio di un robot

Tra gli esperimenti ci sono anche quelli svolti con l’astronauta italiano Luca Parmitano sulla stazione spaziale internazionale. Altri esperimenti hanno visto poi il controllo remoto di un robot che doveva muoversi in un paesaggio artificiale che simulava la Luna e che era stato allestito in un hangar per aerei in un centro dell’Asia nei Paesi Bassi.
Il nuovo studio riassume i risultati di tutti questi esperimenti dimostrano che un astronauta può effettivamente controllare il braccio di un robot. Nello specifico può farlo tramite tre gradi di libertà traslazionali e tre rotazionali. Inoltre l’astronauta che comanda il robot può percepire il peso dei campioni di roccia prelevati e può manipolarli.

Facilitare presenza di coloni umane sul Luna e Marte

Secondo Kjetil Wormnes, uno degli autori dello studio, un operatore altamente qualificato, posto in orbita e in sicurezza intorno al corpo spaziale da esplorare, può condurre indagini più complesse di quelle che un robot semiautonomo può condurre praticamente da solo. Si tratta di un concetto che probabilmente un giorno aprirà la strada alla presenza umana più o meno stabile sulla nostra Luna, e forse anche su Marte.

Note e approfondimenti

  1. ANALOG-1 ISS – The first part of an analogue mission to guide ESA’s robotic moon exploration efforts (DOI:/10.1515/astro-2022-0002)

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