Robot di telepresenza molto utili per studenti universitari secondo studio

Un nuovo studio scientifico, condotto da ricercatori della National Science Foundation, rimarca l’importanza dei robot di telepresenza per quanto riguarda il contesto universitario. Secondo i ricercatori dell’Università Statale dell’Oregon (OSU), infatti, questi dispositivi possono essere di grosso aiuto per quegli studenti che debbono, per un motivo o per un altro, fare lezione a distanza. Questi dispositivi aiutano gli studenti a sentirsi più parte della lezione, sottolineano ricercatori.

I robot di telepresenza sono dispositivi che di solito contengono un display montato su una base che può essere spostata. Quelli più moderni possono mappare lo spazio circostante e possono essere in grado di evitare gli ostacoli mentre si muovono da una stanza all’altra, per esempio. Rappresentano una sorta di “avatar” per quegli studenti che non sono in grado di frequentare la scuola regolarmente.

I risultati di questo studio assumono un’importanza ancora maggiore, evidentemente, nel contesto della pandemia di COVID 19 in corso che ha visto sempre più gli studenti, di ogni grado e di ogni età, far ricorso a strumenti di telepresenza per adempiere ai propri obblighi scolastici.
Lo studio, pubblicato su Robotics and Automation, ha analizzato i responsi di 18 studenti di ingegneria e di quattro dei loro insegnanti.

Questi ultimi, pur preferendo in ogni caso insegnare agli studenti di persona, ritenevano che i robot di telepresenza fossero preferibili agli altri strumenti per l’apprendimento a distanza in quanto tendevano a mantenere più coinvolti e più consapevoli di loro stessi gli studenti.

“Esistono sfide fondamentali nell’apprendimento a distanza, come la necessità di trovare un modo per formare gli studenti nella gestione del tempo e nelle capacità di ascolto attivo sviluppate in genere durante l’istruzione superiore. Gli studenti a distanza sono anche suscettibili di rinunciare a beneficiare dei loro coetanei: un’efficace interazione sociale mentre l’apprendimento porta a un migliore pensiero critico e alla conservazione delle informazioni a più lungo termine”, spiega Naomi Fitter, del College of Engineering dell’OSU, una delle autrici dello studio.

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