Rover Perseverance parte finalmente per Marte alla ricerca di vita extraterrestre

La partenza alla fine è avvenuta: la navicella che trasporterà il rover Perseverance e il piccolo elicottero (o drone come lo si voglia chiamare) Ingenuity si trovano finalmente nello spazio in direzione del pianeta rosso il contesto della missione Mars 2020.
Il lancio verso Marte è avvenuto oggi alle ore 7:50 ET (ore 13:50 in Italia) come confermato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA.

Il rover e il drone sono partiti a bordo di un Atlas V 541 della United Launch Alliance da Cape Canaveral, in Florida. Qualche dubbio si è avuto stamattina quando il centro di controllo del JPL a Pasadena aveva rilevato alcune piccole attività sismiche a poche ore dal lancio, cosa che però non ha neanche ritardato lo stesso lancio e non ha avuto alcun impatto.
“Questa è la prima volta nella storia in cui andremo su Marte con una missione esplicita di trovare la vita su un altro mondo: la vita antica su Marte”, spiega Jim Bridenstine, amministratore principale della NASA nel corso della conferenza stampa tenutasi dopo il lancio presso il Kennedy Space Center.

Il viaggio durerà all’incirca sette mesi a seguito dei quali il lander atterrerà sul pianeta rosso aprendo le porte al rover Perseverance nei pressi del cratere Jezero. L’atterraggio su Marte dovrebbe avvenire, per la precisione, il 18 febbraio 2021.
L’intera pianificazione del progetto ha richiesto più di 10 anni di lavoro da parte di migliaia tra ingegneri e specialisti vari.

Qualche difficoltà si è avuta negli scorsi mesi, difficoltà che hanno fatto temere per un rinvio del lancio a causa della pandemia di COVID-19. Tuttavia ricercatori e specialisti sono riusciti a completare tutte le fasi del progetto nei tempi previsti e dunque non c’è stato nessun ritardo: la NASA ha potuto approfittare della finestra di lancio di questa calda estate per lanciare nello spazio il rover con il piccolo elicottero Ingenuity.

Quest’ultimo sarà il primo dispositivo umano a sorvolare il pianeta rosso all’interno della sua stessa atmosfera (a differenza di un orbiter) e potrà dunque analizzare il paesaggio in maniera molto più efficiente e completa rispetto ad un rover.
Lo scopo principale della missione è quello di rintracciare eventuali prove di vita sul pianeta rosso, vita di tipo microbico o comunque rappresentata da microrganismi.
I campioni raccolti dal rover dovrebbero poi tornare sulla Terra, forse nei primi anni 2030, grazie ad una nuova missione stavolta condotta in stretta collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea.

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