Rugby, cervello alterato anche dopo il recupero, lo studio sui dilettanti inglesi

Generato con AI

Uno studio pubblicato su Sports Medicine-Open[1] rivela che i cervelli dei rugbisti amatoriali restano alterati settimane dopo una commozione cerebrale, nonostante l’assenza di sintomi e il via libera al ritorno in campo.

Il cervello non mente, anche quando il corpo si sente pronto

Il team dell’Università dell’Essex ha seguito una squadra dilettantistica per un’intera stagione da 22 partite, monitorando 41 giocatori con la tecnologia fNIRS. Ben sette degli otto atleti che hanno subito una commozione cerebrale hanno mostrato risposte cerebrali anomale fino a 25 giorni dopo l’incidente. E tutto ciò nonostante fossero stati autorizzati a giocare di nuovo secondo i protocolli della Rugby Football Union.

Un sistema obsoleto che mette a rischio la salute

Secondo il coordinatore dello studio, l’ex nazionale inglese Ben Jones, le attuali linee guida sono insufficienti. Jones sottolinea l’importanza di adottare strumenti personalizzati per il monitoraggio delle commozioni, come la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso, per garantire un recupero realmente sicuro. L’ex giocatore precisa che non si tratta di rovinare il rugby, ma di tutelare chi lo pratica, soprattutto a livello di base.

Una tecnologia che guarda al futuro

Il dispositivo indossabile sviluppato con PhysiGo ha permesso di misurare non solo le alterazioni cerebrali, ma anche le forze subite durante l’impatto, come i colpi di frusta. I test cognitivi impiegati durante il recupero – come i rompicapo “Where’s Wally” – hanno evidenziato anomalie che i protocolli standard non rilevano. Il coautore Jay Perrett ribadisce la necessità di soluzioni accessibili per tutte le squadre, anche non professionistiche.

Il progetto si allarga, coinvolgendo anche le donne

Il Colchester Rugby Club, partner dello studio, continuerà a collaborare con il team di ricerca estendendo il progetto anche alla squadra femminile. Il presidente Karl O’Brien ha espresso entusiasmo per un’iniziativa che ha fornito insegnamenti concreti al club e allo staff medico, con impatti che dureranno per molte stagioni.

Approfondimenti

  1. Rugby players’ brains affected by concussion after being cleared to play | University of Essex
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