Salgono a 230 i resti di bambini sacrificati trovati in Perù

Altri sei resti scheletrici di bambini sacrificati sono stati trovati nel distretto di Huanchaco in Perù da un gruppo di archeologi.
Con questi sei resti il totale dei corpi di bambini trovati dal 2017 ad oggi nell’area sale a 230. Insieme ai 230 corpi di bambini, si contano anche 50 corpi di adulti, probabilmente guerrieri.

Tutti i bambini sono vissuti durante l’impero Chimú che fiorì tra il 900 e il 1450 d. C. e che era diffuso dalla costa settentrionale del Perù fino all’odierno Ecuador.
Fu rovesciato dall’impero Inca una cinquantina di anni prima dell’arrivo dei primi conquistadores.

Nel suo insieme, il ritrovamento rappresenta la più grande scoperta di corpi di bambini sacrificati mai avvenuta.
I resti dei bambini, che avevano un’età compresa tra 4 e 14 anni al momento della morte, vedono conservati ancora pezzi di pelle, di capelli e di monili simili ad orecchini d’argento.

I bambini potrebbero essere stati offerti, probabilmente direttamente dai genitori, alle divinità della terra e del mare per moderare gli effetti devastanti dei fenomeni climatici, molto probabilmente provocati all’epoca dal fenomeno del Niño.
A testimonianza di ciò ci sarebbero anche diverse prove che i ricercatori hanno trovato di forti piogge avvenute nel periodo di questi sacrifici e il fatto che la maggior parte dei bambini mostra la testa rivolta verso l’oceano.

L’area di Huanchaco si trova a pochissima distanza, poco più di un chilometro, dal complesso archeologico di Chan Chan, considerata la capitale del regno di Chimú, mai completata a causa dell’invasione Inca, i cui resti sono stati in gran parte saccheggiati dai conquistadores spagnoli tanto che ad oggi esistono solo pochi artefatti di questa popolazione.

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