Sardine, scienziati scoprono che prevengono diabete di tipo 2

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Secondo uno studio realizzato da Diana Diaz Rizzolo, ricercatrice della Facoltà di scienze della salute dell’Universitat Oberta de Catalunya (UOC) e dell’Istituto di ricerca biomedica August Pi i Sunyer (IDIBAPS), consumare regolarmente sardine potrebbe essere un’ottima arma di contrasto per il diabete di tipo 2. Le sarde, oltre ad un buon livello di grassi insaturi, cosa che aiuta a tenere sotto controllo il livello di colesterolo, presentano infatti una serie di nutrienti che aiutano a proteggere dal diabete.[1]

Perché le sardine fanno bene

Tra questi nutrienti, secondo il comunicato apparso sul sito della UOC,[1] ci sono la taurina, l’omega-3, il calcio e la vitamina D. Inoltre le sardine sono caratterizzate da un prezzo sicuramente ragionevole, sono facili da trovare, in particolare nei paesi del Mediterraneo e quindi questa scoperta torna ancora più utile.
I risultati dello studio sono stati pubblicati su Clinical Nutrition.[2]

Gli esperimenti

I ricercatori hanno analizzato 152 persone con prediabete e con un età pari o superiore ai 65 anni. A tutti i soggetti veniva imposto di seguire una dieta apposita per ridurre il rischio di sviluppare il diabete ma a parte di essi veniva imposto anche di consumare 200 g di sardine ogni settimana sotto forma di due scatolette di sardine in olio di oliva. I partecipanti dovevano mangiare le sarde intere, dunque senza rimuovere le piccole spine interne che, per quanto riguarda questi pesci, sono facilmente commestibili. Queste strutture interne, infatti, sono molto ricche di calcio di vitamina D.

I risultati

Dopo un anno dalla partenza della sperimentazione, il 22% dei soggetti a cui non era stato imposto il consumo di sardine era ad alto rischio di soffrire di diabete rispetto al 27% ad inizio esperimento.
Per quanto riguarda il gruppo dei soggetti a cui invece era stato imposto il consumo delle sardine, in questo caso solo l’8% mostrava lo stesso rischio elevato di sviluppare il diabete dopo un 37% iniziale.
Ulteriori miglioramenti venivano osservati anche per quanto riguarda l’indice di resistenza all’insulina ridotto (HOMA-IR), il livello di colesterolo “buono” (HDL), il livello di ormoni che accelerano la degradazione del glucosio (adiponectina) e il livello di diminuzione dei trigliceridi e della pressione sanguigna.

Integratori a base di sardine?

E per quanto riguarda gli integratori? Secondo i ricercatori si tratta di uno studio effettuato sulle sardine e non sugli integratori a base di sardine e dunque i risultati ottenuti non stanno necessariamente a significare che gli integratori possono avere lo stesso effetto: “I nutrienti possono svolgere un ruolo essenziale nella prevenzione e nel trattamento di tante patologie diverse, ma il loro effetto è solitamente causato dalla sinergia che esiste tra loro e il cibo in cui sono contenute. Le sardine avranno quindi un elemento protettivo perché ricche nei suddetti nutrienti, mentre i nutrienti presi isolatamente sotto forma di integratori non funzioneranno nella stessa misura”, spiega la Rizzolo.

Note e approfondimenti

  1. Eating sardines regularly helps prevent type 2 diabetes (IA)
  2. Type 2 diabetes preventive effects with a 12-months sardine-enriched diet in elderly population with prediabetes: An interventional, randomized and controlled trial – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.clnu.2021.03.014)

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