SARS-CoV-2 umano non deriva direttamente da quello dei pangolini secondo studio

Un pangolino (credito: Oregon State University - Flickr, CC BY-SA 2.0)

Il nuovo coronavirus non sarebbe emerso dai pangolini, detti anche formichieri squamosi, secondo un nuovo studio apparso su PLOS Pathogens e realizzato da Jinping Chen dell’Istituto Risorse Biologiche Applicate di Guangdong.
Il virus della sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2) potrebbe dunque aver avuto origine nei pipistrelli. Lo stesso virus potrebbe essere poi passato per un ospitante intermedio, prima di attecchire negli esseri umani, ospitante che è ancora sconosciuto.

I ricercatori hanno analizzato tutto il genoma di un coronavirus prelevato da due gruppi di pangolini malesi malati. I risultati ottenuti dai ricercatori sembrano mostrare che il coronavirus di questi pangolini sia geneticamente associato al SARS-CoV-2 e ad un altro gruppo di coronavirus dei pipistrelli ma le stesse analisi suggeriscono che il SARS-CoV-2 degli umani non deriva direttamente dai coronavirus dei pangolini.

“I pangolini potrebbero essere ospitanti naturali dei betacoronavirus (uno dei quattro generi di coronavirus, n.d.r.) con un potenziale sconosciuto di infezione nell’uomo. Tuttavia, il nostro studio non supporta il fatto che SARS-CoV-2 si sia evoluto direttamente dal pangolin-CoV”.
In ogni caso, come spiegano gli stessi ricercatori nell’abstract dello studio, analizzare e capire con maggior approfondimento lo spettro dei coronavirus nei pangolini può rivelarsi molto utile per capire la storia naturale dei coronavirus nella fauna selvatica ed eventualmente anche il salto che può fare da quest’ultima all’essere umano.

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