Sbiancamento dei denti, nanoparticelle soluzione del futuro?

Credito: conti69, Pixabay, ID: 6191372

I metodi per lo sbiancamento dei denti sono diversi. Si va dai dentifrici sbiancanti disponibili sugli scaffali dei supermercati fino a varie tecniche, alcune delle quali anche abbastanza complesse e che possono essere eseguite solo da personale qualificato. Tuttavia, come spiega un nuovo articolo su Medical News, forse le tecniche con le nanoparticelle, le quali possono essere usate come agenti sbiancanti, rappresentano il futuro.

Come spiega l’articolo, le nanoparticelle sono caratterizzate da proprietà biologiche uniche e differiscono dai normali agenti sbiancanti. Utilizzate già nell’odontoiatria protesica e in quella restaurativa nonché nella paradontologia, le nanoparticelle possono mostrare proprietà antibatteriche, antimicotiche e antivirali. Nel corso degli ultimi anni le nanoparticelle hanno ricevuto parecchia attenzione anche per quanto riguarda le tecniche di sbiancamento ma gli studi e gli esperimenti al riguardo sono ancora pochi e c’è ancora una certa convinzione che esse potrebbero fare dei danni irreversibili ai denti con un livello di sbiancamento troppo invasivo.[1]

Un team di ricercatori ha realizzato un nuovo studio, pubblicato sulla rivista ACS Nano,[2] per recensire l’utilizzo delle nanoparticelle come agenti sbiancanti. I ricercatori giungono alla conclusione che diverse tipologie di nanoparticelle possono produrre specie reattive dell’ossigeno che hanno effetti sbiancanti e antibatterici. Una tipologia, le nanoparticelle di Idrossiapatite, fatte da una componente inorganica delle ossa, potrebbe anche rimineralizzare i denti oltre che sbiancarli. Tuttavia c’è bisogno di ulteriori prove e studi affinché le nanoparticelle possano essere utilizzate per lo sbiancamento dei denti anche in ambito commerciale.[1]

Note e approfondimenti

  1. Nanoparticles may be the next-generation solution for teeth whitening
  2. Nanoparticles as Next-Generation Tooth-Whitening Agents: Progress and Perspectives | ACS Nano (DOI: 10.1021/acsnano.2c01412)

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