Scatola di pietra trovata nel lago Titicaca, ecco cosa c’è dentro

La scatola di pietra con all'interno i due oggetti ritrovata dai sub nel lago Titicaca (credito: Teddy Sequin)

Una particolare scatola di pietra con all’interno una piccola scultura che rappresenta un lama ricavata da una conchiglia di spondilo e un altrettanto piccolo oggetto cilindrico in laminato d’oro è stata trovata nel fondo del lago Titicaca, situato tra le Ande del Bolivia e del Perù.
Analizzato dei ricercatori dell’Università statale della Pennsylvania e dell’Université libre de Bruxelles, Belgio, il reperto è stato oggetto di uno studio apparso su Antiquity.

Secondo i ricercatori si tratta di un’offerta fatta al lago dalle antiche popolazioni locali Inca. Non è la prima volta, infatti, che si trovano oggetti di questo tipo sul fondo di questo lago e già dal XVI e XVII secolo sono stati effettuati i primi ritrovamenti.
Il manufatto è stato trovato sulla scogliera di K’akaya, unpiccolo arcipelago con un’isola principale e tre più piccole che si trova sulla sponda orientale del lago.

Il reperto è stato recuperato da un gruppo di sub ed è pressoché intatto (si possono notare solo delle erosioni da un lato). La scatola, fatta interamente di pietra e con le pareti molto spesse nonché un piccolo coperchio di forma rotonda, risultava ben sigillata e al suo interno c’era la riproduzione di un piccolo lama fatta con materiali ricavata da conchiglie di spondilo, un genere di molluschi bivalvi conosciuto anche come ostrica spinosa (ma non è un’ostrica).
In più nella stessa scatola i ricercatori hanno trovato un piccolo bastoncino fatto in lamina d’oro arrotolata.

Gusci di questo mollusco possono essere ritrovati, per quanto riguarda la località più vicina, al largo della costa dell’Ecuador. Questo può voler significare che questo preciso luogo del lago era una importante località rituale e cerimoniale per diverse popolazioni Inca.
Il ritrovamento inoltre rafforza l’idea che questo lago era molto importante per queste popolazioni, anche per il consolidamento dell’impero stesso.
Secondo Christophe Delaere, un ricercatore dell’istituto belga che ha partecipato allo studio, il fondo di questo lago rimane ancora oggi in parte inesplorato, una cosa che offre ancora delle opportunità eccezionali per comprendere queste antiche popolazioni.

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