Schermi invisibili con emettitori di luce spessi tre atomi

Le sonde iniettano cariche positive e negative nel dispositivo trasparente (credito: Javey lab)

Gli schermi invisibili potrebbero far parte della nostra realtà e non solo non solo dei film di fantascienza o di quelli ambientati nel futuro: un gruppo di ingegneri dell’Università di Berkeley ha messo a punto un particolare dispositivo di emissione luminosa largo pochi millimetri che risulta completamente trasparente quando spento. Il materiale emettitore di luce è costituito da un semiconduttore mono strato che vanta uno spessore di soli tre atomi.
Il materiale si rivelano solo sottile ma anche flessibile e quindi, oltre ad essere trasparente, può essere adattato anche le superfici curve.

Questo significa che con una tecnologia del genere uno schermo, relativo a qualsiasi tipologia di input, potrà essere montato anche sul vetro della finestra, su uno specchio, oppure su qualsiasi superficie curva che necessiti di essere trasparente quando lo schermo è spento.
Sviluppato nel laboratorio di Ali Javey, professore di ingegneria elettrica e informatica di Berkeley, questo dispositivo, come mostra l’ultimo lavoro pubblicato su Nature Communications, supera tutte le barriere precedentemente incontrate per quanto riguarda la tecnologia LED in relazione ai semiconduttori monostrato.

Inoltre la scalabilità di questi dispositivi permette di allargare le dimensioni dello schermo senza dover andare ad ispessire il materiale stesso e senza che l’intensità della luce emessa venga meno.
Per il momento è stato creato solo un prototipo e la ricerca che si pone davanti, per quanto riguarda la realizzazione di schermi trasparenti, di grandi dimensioni, flessibili e spessi un millimetro o poco più, è ancora molta ma il concetto di base sembra funzionare, come riferisce lo stesso Javey: “Rimane ancora molto lavoro da fare e una serie di sfide devono essere superate per far avanzare ulteriormente la tecnologia per applicazioni pratiche”.

Fonti e approfondimenti

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